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Lotta alla ludopatia, al Teatro Sociale va in scena lo spettacolo “Gran Casinò”

Lo spettacolo è gratuito e aperto a tutti, fino ad esaurimento posti. I biglietti vanno ritirati tra martedì 13 e sabato 17 alla biglietteria del Teatro Donizetti (per informazioni, biglietteria del Teatro Donizetti: 035 4160602/3).

Uno spettacolo per dire NO al gioco d’azzardo e per contribuire a creare consapevolezza sui meccanismi di un business che negli ultimi anni in Italia ha visto incrementare esponenzialmente i propri guadagni: lunedì 19 Dicembre alle ore 21.00 “Gran Casinò.

Storie di chi gioca sulla pelle degli altri” di ItinerariaTeatro sbarca al Teatro Sociale in Città Alta messo in scena da Fabrizio de Giovanni, con la regia di Gilberto Colla.

Lo spettacolo è gratuito e aperto a tutti, fino ad esaurimento posti. I biglietti vanno ritirati tra martedì 13 e sabato 17 alla biglietteria del Teatro Donizetti (per informazioni, biglietteria del Teatro Donizetti: 035 4160602/3).

È lo stesso Comune di Bergamo ad averne voluto fortemente la messa in scena in città: lo spettacolo ben si inserisce infatti nel quadro di sensibilizzazione e prevenzione del gioco d’azzardo patologico che l’Amministrazione sta portando avanti e che nel giugno 2016 si è concretizzato nel nuovo regolamento di contrasto delle patologie legate al ‪gioco d’azzardo.

Il contenuto del regolamento è noto e ha fatto scuola a livello nazionale, riscuotendo consenso di associazioni e cittadini (un sondaggio Sky dava favorevole all’intervento il 92% della popolazione intervistata): il documento prevede, fermo stando il divieto di apertura di sale slot a meno di 500 metri da scuole, oratori sancito dalla legge regionale, una lunga serie di limitazioni, tra le quali il divieto di consumo di gioco, compresi gratta e vinci e 10elotto, nelle fasce orarie comprese tra le 7,30 e le 9,30, tra le 12 e le 14, e tra le 19 e le 21.

Lo spettacolo si spinge oltre la lotta che Comuni, associazioni e cittadini hanno intrapreso con determinazione per regolamentare il settore e porre dei limiti all’offerta del gioco: il Teatro Sociale diviene scenario di un’indagine più ampia, che scandaglia anche la composizione delle Commissioni chiamate a definire le regole. “Ex politici, che hanno collaborato alla redazione del testo unico sui giochi, – si legge sulla scheda dello spettacolo – saltano la palizzata e vengono assoldati dalle Concessionarie; Manager delle multinazionali dell’azzardo vengono candidati al Parlamento e assumono incarichi nella gestione politica del settore. Una babele del business ad ogni costo. E il costo lo sappiamo è elevatissimo: vite spezzate, famiglie distrutte, costi sociali inestimabili.”

I dati aggiornati al giugno 2016 consegnano un’immagine della Provincia di Bergamo nella quale si contano 6.722 apparecchi tra slot e videopoker, uno ogni 165 abitanti. Nel 2015 la raccolta ha sfondato quota un miliardo e 800 milioni di euro. Il consumo di gioco pro capite (neonati compresi) a Bergamo ha raggiunto 2.536 euro, pari al 54% in più della media provinciale.

“Questo spettacolo, – prosegue la scheda sullo spettacolo – si offre come strumento di comunicazione emotiva e al contempo razionale per stimolare l’indignazione e creare consapevolezza. Così si scopre come in un’Italia che da decenni è in forte declino economico e sociale, il gioco d’azzardo ha fatto registrare un exploit travolgente: il fatturato dell’azzardo legale è passato dai 26 miliardi di euro del 2005, ai 98 miliardi di euro del 2015. Gli italiani sono meno dell’1% della popolazione del pianeta, ma nei giochi on line rappresentano il 23% del mercato mondiale. Ogni cittadino italiano, minorenni compresi, si è giocato in media l’anno scorso più di 1.500 euro.”

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