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Polemica su Fedeli ministro: “Sostenitrice del gender”; “Contro la famiglia”

Non si placano gli attacchi a Valeria Fedeli. A sparare contro il neo ministro trevigliese dell'Istruzione questa volta sono gli esponenti di FdI e della Lega

Non si placano gli attacchi a Valeria Fedeli. Dopo l’affondo di lunedì 12 dicembre da parte della parlamentare di Idea Eugenia Roccella, a sparare contro il neo ministro trevigliese dell’Istruzione del governo Gentiloni questa volta sono gli esponenti di FdI e della Lega.

Secondo il coordinatore dell’esecutivo nazionale di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, “la nomina a ministro dell’Istruzione di Fedeli, prima firmataria di un ddl sull’introduzione dell’educazione di genere’, rappresenta un insulto alla famiglia e alla nostra civiltà, oltre che una grave forzatura in questa fase politica. Diffidiamo il ministro a intraprendere azioni nella direzione indicata dall’iniziativa di legge. Se lo farà non staremo a guardare e agiremo di conseguenza per impedire la legittimazione della cultura gender”.

“La nomina della senatrice Fedeli al Ministero dell’Istruzione – attacca la Lega – significa di fatto l’introduzione della teoria gender a scuola, ricordo in merito che la neo ministra è prima firmataria di uno specifico ddl. Con questa nomina Renzi e il Pd hanno voluto mettere due dita negli occhi alle associazioni delle famiglie, significa voler creare tensioni, significa voler andare controcorrente rispetto a quanto condannato da Papa Francesco più volte in questi anni, in riferimento alla colonizzazione ideologica del gender a scuola”, ha detto il deputato della Lega dei Popoli-Salvini, Alessandro Pagano.

Massimo Gandolfini, presidente di “Difendiamo i nostri figli”, definisce la scelta della Fedeli “una provocazione, se non una vendetta, verso le famiglie del comitato per il No, colpevoli di aver vinto il referendum, bloccando una pericolosa deriva autoritaria nella quale erano già in programma disegni di legge contro la famiglia naturale e il diritto dei bimbi ad avere mamma e papà”.

La Fedeli, però, replica alle accuse. A proposito degli attacchi sul ddl per ‘l’educazione di genere’ – fanno sapere dal suo entourage – la Fedeli “non ha nulla contro la famiglia. Le posizioni che ha sempre avuto sono quelle delle attenzioni ai diritti e alla parità di genere. Quelle della lotta contro le discriminazioni e le violenze, in linea con le convenzioni internazionali che attribuiscono alla scuola un ruolo educativo su queste tematiche”.

“Accogliamo con favore la nomina di Valeria Fedeli a ministro dell’Istruzione – ha dichiarato invece Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay – confidiamo che questa novità porti un rinnovato impegno nelle azioni di contrasto al bullismo e alle discriminazioni nelle nostre scuole, una vera e propria emergenza che necessita di una visione sistematica e di lungo periodo”. Positivo il commento di Mario Colamarino, presidente del circolo Mario Mieli. “Gradita sorpresa – dice Colamarino – che darà senz’altro il suo significativo apporto nella lotta contro le discriminazioni”.

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