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“Olè, il tuo gatto è morto”: condannato per stalking il “killer” di Trescore

Prima condanna per il 40enne per i numerosi sms inviati a una donna che gli aveva dato in adozione il gatto: "Ti spiego come si cucina..."

È stato condannato a 2 anni di reclusione per stalking M. F., il “killer dei gatti” di Trescore Balneario. L’uomo, difeso dall’avvocato Isabella Colombo, è finito a processo, in un altro dibattimento che si chiuderà nelle prossime settimane, anche per maltrattamenti e uccisione di felini.

Due procedimenti comunque riferiti alla stessa vicenda. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini F., 40 anni, che ora risiede a Cenate Sotto, avrebbe torturato alcuni gattini dopo averli presi in adozione e avrebbe inviato le immagini delle sevizie agli ex proprietari, per poi uccidere gli animali stessi.

Una delle vittime aveva anche sporto denuncia contro il 40enne per stalking, perchè l’uomo le inviava continui messaggi. Pesanti ingiurie mandate alla donna attraverso Whatsapp, o frasi come “Strangolo i gatti che sono buoni da mangiare”, o ancora la ricetta per cucinare i felini “Per fare una teglia, servono due animali adulti o 12 piccoli”.

Fino alle immagini di un gatto torturato e un “Olè” inviato a tarda notte per annunciare la morte dell’animale. Una sorta di compulsione da parte di F., che mandava anche 10-15 sms in un minuto. La donna l’aveva così denunciato, dando il via all’indagine per stalking e al conseguente processo.

L’uomo si era affidato a una perizia psichiatrica effettuata dai consulenti della difesa Giulio Di Mizio e Michele Di Nunzio, che aveva attestato un disturbo della personalità: M.F. è capace di volere ma non di intendere.

Lunedì 12 dicembre la sentenza da parte del giudice Massimiliano Magliacane, che ha riconosciuto la seminfermità mentale dell’imputato (il quale non era presente in aula), condannandolo a 2 anni di carcere senza condizionale, 1 anno di libertà vigilata, 13mila euro di provvisionale alla vittima dello stalking, oltre all’obbligo di farsi curare in una struttura ospedaliera.

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