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“Il video del furgone di Bossetti non era taroccato”: archiviazione per il capo dei Ris

In Aula il colonnello Lago aveva ammesso che il filmato era stato consegnato “per esigenze di comunicazione” alla stampa

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bergamo Raffaella Gaudino ha respinto l’istanza di opposizione dei legali di Massimo Giuseppe Bossetti e ha archiviato, come aveva chiesto la procura, l’indagine a carico dell’ufficiale dei carabinieri Gianpietro Lago, querelato con le ipotesi di false informazioni a pubblico ministero, falsa testimonianza, falsa perizia e diffamazione, per la sua deposizione al processo sull’omicidio di Yara Gambirasio.

Il caso era nato durante l’udienza del 30 ottobre scorso quando il colonnello Lago, rispondendo alle domande degli avvocati della difesa Claudio Salvagni e Paolo Camporini, aveva ammesso che il filmato era stato consegnato “per esigenze di comunicazione” alla stampa: un video non integrale di tutte le riprese di quella sera ma “montato” in base a passaggi del furgone che su alcuni quotidiani il giorno seguente divenne un “tarocco”. Nessuna diatriba pubblica, con il comandante dei Ris che non ha mai voluto commentare o fare polemica: ora però a tre mesi di distanza, quelli utili per presentare una querela, Lago avrebbe deciso di far valere le proprie ragioni.

Le immagini in oggetto sono quelle girate da un videocamera di sorveglianza della ditta Polynt, da un’altra posizionata al distributore Shell di via Locatelli e infine di una banca di via Rampinelli: se il furgone ripreso sia quello di Massimo Bossetti oppure no è stato motivo di ulteriore scontro tra accusa e difesa, con i rispettivi consulenti di parte ad illustrare teorie contrapposte.

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