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Fabio Bergamaschi: “Il mio nuovo giallo tra omicidi, violenze e colpi di scena”

"Un giallo intricato e ricco di colpi di scena". Così lo scrittore orobico Fabio Bergamaschi illustra il suo quarto romanzo noir, intitolato "Il volto nascosto della violenza"

“Un giallo intricato e ricco di colpi di scena”. Così lo scrittore orobico Fabio Bergamaschi illustra il suo quarto romanzo noir, intitolato “Il volto nascosto della violenza”, edito Robin e ambientato a Bergamo.

Un nuovo e appassionante caso vede impegnato l’investigatore Massimo Caliari, già protagonista di coinvolgenti indagini nei tre precedenti lavori letterari dell’autore. Questa volta sta affiancando la polizia nella ricerca dell’assassino di un dirigente di banca, in una trama costellata di episodi di violenza. Le vittime quasi sempre sono donne, toccando un argomento che purtroppo è di stretta attualità.

Abbiamo intervistato Fabio Bergamaschi per conoscere meglio il libro.

Come è nato il romanzo?

Come i miei tre libri precedenti, è nato dalla mia fantasia, che mi porta a pensare determinati avvenimenti, anche traendo spunto da episodi reali e fatti di cronaca. L’idea di scrivere questo nuovo romanzo mi è venuta circa un anno fa: ho cominciato a svilupparla partendo da un canovaccio e man mano la storia ha preso forma, assumendo anche direzioni diverse da quelle che avevo previsto inizialmente.

Il protagonista ancora una volta è Massimo…

Al centro del libro c’è una nuova indagine dell’investigatore Massimo Caliari, alla ricerca dell’assassino di un dirigente di banca trovato morto in casa con un colpo alla testa. Prima di dedicarsi a questo caso, investigherà anche sui colpevoli di una violenza di gruppo, uno stupro brutale ai danni di una ragazzina e per questo successivamente subirà due attentati.
Nel corso delle inchieste, emergeranno diversi episodi di violenza sulle donne in tutte le forme: familiare, di gruppo e per ricatto. Si tratta di avvenimenti in forte contrasto con Massimo che è totalmente contrario alla violenza sulle donne, come appare già nel mio secondo libro, in cui è contenuta una dedica alle vittime di femminicidio, un tema che gli è molto caro. E mentre stavo scrivendo, ho prestato particolare attenzione ai personaggi femminili, che non svolgono un ruolo di cornice ma hanno una loro personalità.

E secondo lei com’è la condizione femminile in Italia?

Negli ultimi decenni le donne si sono emancipate, ottenendo un’autonomia culturale ed economica che prima non avevano. Questo sviluppo, purtroppo, crea contrasti in quegli uomini che pensano che le donne siano oggetti di loro possesso e quando non fanno più quello che vogliono diventano qualcosa da distruggere. In altre parole, se la donna non è più “loro”, non può essere di nessun altro e si giunge ai casi di omicidio.

Come mai nel titolo si riferisce alla violenza “nascosta”?

In una confessione, la moglie racconterà a Massimo che il marito era un uomo violento, una situazione che purtroppo è vissuta da tante altre donne in maniera nascosta: sopportano perchè non hanno un’autonomia economica tale da vivere da sole oppure perchè sono legate a una posizione di potere del marito e non vogliono perderla.

Il giallo è ambientato a Bergamo…

Si, le vicende raccontate si svolgono nel territorio orobico. È una scelta che ho effettuato anche nei miei libri precedenti e che rappresenta un modo per far conoscere la nostra città. Lo ha evidenziato anche il vicesindaco di Bergamo, Sergio Gandi, intervenendo alla presentazione del mio terzo romanzo, sottolineandone il significato per la promozione turistica di Bergamo.

E questa volta quali contesti ha scelto?

La Bergamo di tutti i giorni: la storia di sviluppa in contesti quali piazza Dante e piazza Pontida. Inoltre, nel romanzo ci sono alcuni avvenimenti, come il concerto di Massimo Numa (voce e chitarra acustica della cover band 2 Mondi), che canta Lucio Battisti riempiendo il teatro Donizetti.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il prossimo futuro?

Innanzitutto, mi sto dedicando alla promozione di questo mio nuovo libro. Un’attività impegnativa che però dà anche soddisfazioni: ad esempio, sono stato molto contento nel vedere la sala gremita alla presentazione del romanzo.
Intanto, sto cominciando a lavorare a un’altra idea, a un giallo, in cui il protagonista è alla ricerca del proprio padre e su questa vicenda s’innescano una serie di avvenimenti.

E le piacerebbe se Massimo Caliari ispirasse una serie televisiva o un film?

Diverse persone mi hanno fatto notare che la scrittura del libro sarebbe adatta per trarne una sceneggiatura di una serie televisiva. Ne sarei interessato e sono pronto a valutare eventuali proposte in merito.

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