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Chiude il punto nascita: petizione sul web e presidio all’ospedale di Piario foto

Mobilitazione in atto per cercare di scongiurare la chiusura del punto nascita dell'Ospedale di Piario annunciata dal governo

Mobilitazione in atto per far cambiare idea al Ministero della salute e scongiurare la chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Piario. Martedì 13 dicembre alle 11 è stato convocato un presidio per cercare di salvare il reparto maternità dell’Ospedale Antonio Locatelli di Piario dalla chiusura annunciata dal governo la vigilia di Santa Lucia. All’iniziativa parteciparanno anche i consiglieri regionali Silvana Saita e Roberto Anelli, oltre al sindaco di Piario Pietro Visini e altri amministratori.

Il presidente della Comunità montana (nonché sindaco di Parre) Danilo Cominelli ha chiesto a tutti i 38 sindaci della Valseriana di presenziare e farsi trovare con tanto di fascia ai piedi del viale dell’ospedale. “La deroga promessa nei vari incontri dall’Azienda non è arrivata. Chiudere il punto nascita di Piario è una decisione assurda e per questo inizieremo a “combattere” affinché si riveda questa decisione. Noi, cittadini di una montagna sempre più povera, faremo sentire la nostra voce”, ha scritto in un post su Facebook.

Nel frattempo, sul sito internet Firmiamo.it, è spuntata anche la prima petizione online per raccogliere 5.000 firme contro il provvedimento (al momento ne sono state raccolte circa 700). Si chiama “No alla chiusura del punto nascite di Piario” ed è stata creata da Francesca Giacometti (GUARDA QUI). “Al ministro pro tempore del Ministero della salute, al Presidente della regione Lombardia Raffaele Cattaneo, al Presidente della provincia di Bergamo Matteo Rossi” per opporsi “alla chiusura imposta dall’alto del punto nascite dell’ospedale Locatelli di Piario”.

“Per l’intera Valle Seriana e relative ramificazioni – si legge nel testo della petizione – questo punto nascite rappresenta un servizio indispensabile per la collettività. Se si chiudesse questo centro, i punti nascita più vicini a quello attuale di Piario sarebbero a non meno di trenta chilometri e, considerando che molti centri abitati della valle distano anche più di quaranta chilometri da Piario, significherebbe che per molti cittadini i futuri punti nascita si troverebbero a oltre settanta chilometri. La Valle Seriana è nota per la pessima viabilità e il traffico intenso fattori questi che aggravano la situazione che si verrà a creare per le partorienti obbligate a scendere dalla Valle per recarsi ad un punta nascite alternativo. Il centro nascite di Piario è un’eccellenza, pertanto si fa richiesta di non chiuderla, ma al contrario di tutelarne l’esistenza”.

Ospedale di Piario

La decisione coinvolge anche altre 4 strutture sanitarie della Lombardia. Come l’ospedale Ondoli di Angera, l’Oglio Po di Casal Maggiore, il Broni-Stradella di Pavia e, a discrezione dell’assessorato della Sanità, un punto nascita a scelta tra il Moriggia Pelascini di Gravedona e Chiavenna, in Valtellina.

Alla base ci sarebbe la volontà di proteggere madri e nascituri: al di sotto dei 500 parti in un anno non possono esserci i requisiti minimi di sicurezza né l’esperienza necessaria per affrontare situazioni difficili o improvvise. “Non chiudiamo i punti di nascita per risparmiare o per esigenze di sicurezza, ma perché ci viene imposto dal governo” ha detto il governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni: “Il provvedimento è ingiusto perché penalizza i cittadini”.

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