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Qualità della vita, Bergamo in caduta: prima per sanità, penultima per nascite

Nella consueta analisi de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, dove spiccano Aosta e Milano, Bergamo scende di cinque posizioni fino alla 29esima piazza: buoni risultati in welfare e servizi, pessimi a livello demografico e di giustizia.

A Bergamo la qualità della vita è peggiore rispetto a un anno fa: a dirlo è Il Sole 24 Ore nella consueta indagine sulle province italiane che prende in considerazione 42 parametri divisi in 6 macroaree, “Reddito, Risparmi, Consumi”, “Affari Lavoro Innovazione”, “Ambiente, Servizi, Welfare”, “Demografia, Famiglia, Integrazione”, “Giustizia, Sicurezza, Reati”, “Cultura, Tempo libero, Partecipazione”.

La provincia di Bergamo perde cinque posizioni rispetto all’indagine dello scorso anno, piazzandosi in 29esima posizione: poco consola il terzo posto a livello lombardo perchè le prime due, Milano e Sondrio, si piazzano rispettivamente seconda e quinta a livello nazionale, e incide parecchio il crollo verticale di Como, -25 posizioni rispetto a 12 mesi fa, e Monza e Brianza, – 21.

Nell’indagine 2015 Bergamo aveva guadagnato 17 posizioni rispetto all’anno precedente con 536 punti su 1.000 e buone prestazioni nelle categorie Servizi & Ambiente e Tempo Libero.

Complessivamente, invece, nell’indagine 2016 Bergamo ha fatto segnare 495 punti sui mille disponibili: la prima provincia per qualità della vita, Aosta, ne ha fatti raccolti quasi 100 in pù (589).

Tra le 6 macroaree, Bergamo fa segnare la sua miglior prestazione in “Ambiente Servizi Welfare”, con un decimo posto a livello nazionale: a fare la differenza è senza dubbio la prima posizione in Italia per la “sanità”, con un tasso di emigrazione ospedaliera pari a 1,98, ma un ottimo risultato è anche il quinto posto per “connessioni web”, con il 99,55% della popolazione coperto dalla banda larga. Nella stessa area da registrare il 31esimo posto nella “pagella ecologica” (indice Ecosistema urbano), il 74esimo per “clima” (differenza tra il mese più caldo e quello più freddo), il 36esimo per “Le strutture per i più piccoli” (indice presa in carico asili nido), il 59esimo per “sostegno dei comuni” (spese sociali pro capite, pari a 35,23 euro), e il 34esimo per “pagamenti veloci” (34,74 sportelli, Atm e Pos ogni mille abitanti).

Ventesimo posto nella macroarea “Cultura, Tempo libero, Partecipazione”: interessante in questo campo il dato relativo al “fascino all’estero”, con i turisti che nel 2015 hanno speso nella nostra provincia 190 milioni di euro (32esima in Italia).

Trentunesimo posto per “Affari, Lavoro, Innovazione”: l’indagine mette in mostra una buona propensione a investire e ad esportare i propri prodotti, una buona quota di start up innovative e di inventiva.

In “Reddito, Risparmi, Consumi” Bergamo è quarantesima a livello nazionale: 20esima per Pil pro capite con 27.125 euro, undicesima per assegno pensionistico con una media di 975 euro e 21esima per depositi bancari con 23.273 euro pro capite; male negli affitti in zona semicentrale con 840 euro di media al mese e nei protesti pro capite con 3.935 euro.

Brutte prestazioni nella macroarea demografica: 99esima per densità demografica, con 402,29 abitanti per chilometro quadrato, penultima in Italia davanti solo a Olbia e a pari con Campobasso per tasso di natalità, appena 5,90 ogni mille abitanti; parziale riscatto arriva solamente dall’indice di vecchiaia con un settimo posto.

Nel complesso, però, la prestazione peggiore arriva da “Giustizia, Sicurezza, Reati” e non può certamente essere una bella notizia: 62esimo posto a livello di contenzioso civile, l’81esimo per appartamenti svaligiati con 495 furti in casa ogni mille abitanti, il 76esimo per auto rubate con 103 furti ogni mille abitanti e l’87esimo per rapine, 43 ogni mille abitanti.

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