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Ex Ote, approvato Protocollo d’intesa per il nuovo palazzetto dello sport fotogallery video

É stato approvato in Consiglio comunale lo schema del Protocollo d’intesa per la promozione dell'Accordo di Programma regionale finalizzato alla realizzazione del nuovo palazzetto dello sport

È stato approvato in Consiglio comunale lo schema del Protocollo d’intesa – stilato a quattro mani tra Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo, TEB S.p.A. e la società Grupedil S.r.l. – per la promozione dell’Accordo di Programma regionale finalizzato alla realizzazione del nuovo palazzetto dello sport nell’area ex Ote: la fabbrica dismessa dagli anni Novanta che sorge vicino al rondò delle Valli. Un buco nero sulla mappa cittadina sommerso tra ruderi industriali, aree dismesse e il cimitero, dove ha posato lo sguardo il patron di Gewiss – nonché presidente di Grupedil – Domenico Bosatelli.

Nuovo palazzetto dello sport a Bergamo

Si tratta del primo di una serie di passaggi in Consiglio comunale necessari all’autorizzazione del progetto “Chorus Life”: progetto che prevede un investimento da circa 120 milioni di euro per la costruzione di 100 alloggi, un’arena da 6.500 posti, una palestra agonistica da 350 e un hotel che sulla carta dovrebbero essere completati entro al fine del 2020.

Favorevoli all’approvazione dello schema del Protocollo d’intesa Forza Italia e il Movimento Cinque Stelle, astenuta la Lega Nord.

Nell’ex area Ote, il Cavalier Bosatelli prevede un’area multifunzionale che prenda il posto del vecchio Palazzetto dello Sport (costruito nel 1962) e che possa ospitare anche concerti, mostre, convegni. Con il progetto della nuova arena verrebbero rigenerati 70 mila metri quadrati di un ex area industriale ora abbandonata, altri 25mila metri quadrati di spazi aperti, piazze e aree verdi attrezzate e altri 20mila metri quadrati destinati a negozi, ristoranti, servizi e attività terziarie.

Un disegno consolidato dal supporto dalla rete tramviaria locale: l’area è infatti costeggiata dalla tramvia delle Valli e servita da ben due fermate. L’intervento, estremamente complesso, interessa le aree ricomprese tra via Bianzana, Largo Decorati al Valor Civile, Circonvallazione delle Valli, via Serassi, via Santi Maurizio e Fermo e linea tranviaria Valseriana.

Tutti d’accordo a Palazzo Frizzoni nel definire “Chorus Life” un progetto ambizioso, nonché un’opportunità per Bergamo. Le maggiori perplessità sono sorte sull’impatto dell’opera sulla mobilità cittadina, come sottolineato dal consigliere del Carroccio Luisa Pecce: “È certo entusiasmante parlare di un luogo avveniristico, dove la vita dovrebbe pulsare giorno e notte grazie ad un’arena polifunzionale, hotel, negozi, centro benessere, aree e percorsi verdi. Certo questo “sogno” ha un forte impatto sulla città, del quale noi amministratori dobbiamo tenere conto. Quella interessata è una zona altamente problematica dal punto di vista della mobilità e le proposte abortite in passato sulla ex Ote hanno dovuto fare i conti non solo con problemi di costi economici, ma anche e soprattutto di congestione del traffico”.

Altre preoccupazioni sono state sollevate dal Consigliere comunale della Lista Tentorio, Davide De Rosa: “La superficie su cui sorgerà il progetto si trova nei pressi di due quartieri caratterizzati da una forte vivacità commerciale, come Santa Caterina e Borgo Palazzo. Per evitare che Chorus Life possa sostituirsi ai tessuti commerciali esistenti, con il rischio di creare problemi ai quartieri limitrofi, è necessario rispettare quanto promesso”. Ovvero: “Che non vengano previsti spazi che possano entrare in competizione con le strutture commerciale già esistenti.  È fondamentale che il progetto venga condiviso apertamente con la città”.

Ci sarebbe poi da sciogliere il nodo bonifica, che potrebbe rivelarsi d’impiccio al decollo dell’operazione: “Per i trasformatori in olio costruiti alla ex Ote veniva utilizzato come olio isolante l’Apirolio prodotto da un’azienda di Brescia – commenta Danilo Minuti della Lista Tentorio -. L’area è ancora coinvolta da riqualificazione e disinquinamento perché la sostanza si è rivelata tossica. Anche i terreni ex Ote potrebbero essere inquinati?”.

“La risposta arriverà solo a seguito della bonifica”. ha precisato l’Assessore alla Riqualificazione Urbana, Francesco Valesini.

IL CONSIGLIO

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