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Attenzione ai più deboli e gravi marginalità: la Fondazione studia le strategie per il 2017 foto

Attenzione ai giovani, ai bambini, alle donne e alle famiglie insieme a cultura e gravi marginalità: queste le urgenze emerse dagli incontri con gli stakeholders che la Fondazione della Comunità Bergamasca ha tenuto nei mesi di novembre e dicembre in tutta la provincia.

Anche quest’anno la Fondazione della Comunità Bergamasca si è mossa per incontrare il suo territorio e avere un concreto rimando rispetto alle problematiche più sentite e urgenti e alle possibili soluzioni da proporre in vista della messa a punto delle strategie erogative 2017.

“In anni in cui la crisi segna profondamente la vita quotidiana del territorio – spiega il presidente Carlo Vimercati – è fondamentale stabilire una collaborazione fattiva e uno scambio costante di informazioni tra soggetti diversi, in particolare organizzazioni del Terzo settore, istituzioni pubbliche, singoli privati e donatori, allo scopo di creare un sistema che valorizzi le risorse economiche e umane a disposizione. Per questo motivo, riprendendo il filo del discorso iniziato lo scorso anno, abbiamo chiamato a raccolta tutti i soggetti interessati, in particolare se operanti in ambito sociale, culturale o ambientale, per meglio indirizzare il proprio raggio di azione”.

Dai 9 incontri tenutisi a S. Pellegrino Terme, Bergamo, Trescore Balneario, Albino, Lovere, Clusone, Sarnico, Treviglio e Romano di Lombardia e che hanno coinvolto quasi 500 persone tra membri di organizzazioni di volontariato, associazionismo e altri enti non profit, rappresentanti di istituzioni e enti locali, emerge una fotografia chiara delle urgenze su cui è necessario intervenire con progetti mirati e specifici.

GIOVANI E BAMBINI

In tutti gli incontri è stato evidenziato come sia fondamentale intervenire con progetti sulle giovani generazioni, dai più piccoli, attraverso progetti educativi mirati non solo al settore scuola ma anche più trasversalmente negli ambiti sportivo, artistico, musicale, fino ad arrivare ai giovani in cerca di lavoro, spesso costretti ad allontanarsi dalle comunità di origine con il conseguente svuotamento delle piccole comunità più periferiche o svantaggiate.

LA FAMIGLIA COME NUCLEO DA SOSTENERE ED AIUTARE

Anche le famiglie sono state spesso portate al centro della riflessione, con la richiesta di sostenere progetti mirati a prevenire situazioni fragilità, soprattutto rinforzando i legami famigliari, ad esempio nelle famiglie con ragazzi in fascia adolescenziale, dove è spesso necessario intervenire con supporto alle situazioni di disagio psichico e psicologico.

GRAVI MARGINALITA’, DISAGIO PSICHICO E ATTENZIONE ALLE DONNE

Come sempre, grande attenzione è rivolta alle situazioni di estrema urgenza, come il disagio psichico, per cui viene vista come strategica la necessità di iniziative a supporto dell’autonomia non solo lavorativa, ma anche personale.

A fianco di questo, le gravi marginalità, per cui ancora oggi si sente, forse anche più che in precedenza il bisogno di progetti forti e strutturati che puntino al sostegno di fasce di forte disagio come i carcerati (per i quali risulta ormai chiaro come il fatto di trovare un lavoro e una casa riduca di molto le recidive), migranti, famiglie con disabili.

È inoltre emerso un’attenzione particolare in merito al tema dei maltrattamenti alle donne, un allarme purtroppo ancora non sanato.

LA CULTURA COME PATRIMONIO

Da ultimo l’ambito culturale, attraverso il sostegno alle iniziative della provincia che hanno dimostrato di avere le carte in regola per competere con quelle più strutturate presenti nel panorama cittadino, ma non solo. Più spazio è stato chiesto anche alla valorizzazione delle opere e delle strutture presenti sul territorio, come patrimonio importante e ennesimo strumento di crescita per il territorio.

“Dagli incontri emerge la fotografia di una provincia che ha ben chiare quali sono le situazioni da sanare e allo stesso tempo vuole mettersi in gioco in modo proattivo per dare valore alle persone e al territorio. – evidenzia il Segretario Generale della Fondazione, Cristina Vismara – Se coloro che ci già ci conoscevano, hanno riconfermato la bontà del sostegno da parte della Fondazione, per noi è stato importante incontrare tutte le realtà, capire da loro ciò di cui il territorio ha bisogno e conoscere anche nuovi soggetti, come avvenuto in alcune zone in cui non eravamo mai stati fisicamente presenti come Fondazione”.

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