BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Aprire partita iva: ecco come fare e quali sono i costi da sostenere

Stavolta la rubrica Fisco Facile affronta il tema dell'apertura di una partita iva. Ne parla Enzo Colleoni, dottore commercialista e revisore legale. Se avete dubbi o domande scrivete a bergamonews@gmail.com o commentate.

Più informazioni su

Stavolta la rubrica Fisco Facile affronta il tema dell’apertura di una partita iva. Ne parla Enzo Colleoni, dottore commercialista e revisore legale. Se avete dubbi o domande scrivete a bergamonews@gmail.com o commentate.

Per dare seguito al proprio spirito imprenditoriale o per necessità a causa della mancanza di lavoro, molti soggetti oggi decidono di mettersi in proprio e iniziare un’attività d’impresa o una professione. Il primo passo consiste nell’apertura della partita iva.

Ma cosa significa “aprire partita iva”? Di per sé, ottenere l’attribuzione del famoso codice a undici cifre è semplicissimo, basta compilare un modulo di richiesta e presentarlo, di persona o in modalità telematica, all’Agenzia delle Entrate che rilascia il codice istantaneamente. Ma cosa comporta possedere un numero di partita iva? Quali sono gli altri adempimenti da rispettare? Quali i costi da sostenere?

Andiamo con ordine.

VERIFICA DEI REQUISITI

Come prima cosa è necessario individuare il tipo di attività che si vuole svolgere e assicurarsi di avere i requisiti necessari per poterlo fare. Ad esempio per poter svolgere l’attività di medico è necessaria l’iscrizione all’apposito albo; per poter aprire un bar è necessario possedere i requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande; o ancora, per poter iniziare un’attività di trasloco è necessario iscriversi all’albo dei trasportatori.

A tale proposito, un’indicazione dei requisiti necessari è contenuta nella sezione “Come iniziare un’attività” sul portale della Camera di Commercio di Milano, nel quale vengono anche indicati i soggetti ai quali deve essere comunicato l’inizio dell’attività. Infatti, al fine di non incorrere in pesanti sanzioni fin da subito, per molte attività non basta la comunicazione all’Agenzia delle Entrate ma devono essere portati a conoscenza anche altri entri tra cui il Comune in cui verrà svolta l’attività, l’ASL (oggi denominata ATS), e così via.

QUALE REGIME FISCALE ADOTTARE

Nel nostro ordinamento esiste un regime fiscale agevolato, cosiddetto “forfettario”, dedicato a coloro che intendono iniziare un’attività di impresa o una professione in forma individuale.

Per accedervi i requisiti richiesti sono:

– sostenere un ammontare di ricavi annuo compreso tra 25.000 e 50.000 euro, in base al tipo di attività;

– sostenere spese per personale dipendente e assimilato per un importo non superiore a 5.000 euro;

– non possedere beni strumentali per un ammontare superiore a 20.000 euro al lordo degli ammortamenti.

Le principali situazioni che, invece, ne precludono l’utilizzo del regime fiscale agevolato sono:

– effettuare un’attività a regime speciale iva, come tabaccherie, agenzie di viaggi e agriturismi;

– possedere una partecipazione in società di persone, associazioni professionali o srl trasparenti;

– aver conseguito, nell’anno precedete all’apertura della partita iva, redditi da lavoro dipendente superiori ad 30.000 euro (salvo che il rapporto di lavoro sia cessato).

Il regime forfettario consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva pari al 15% calcolata su un reddito imponibile determinato forfettariamente in base all’attività svolta. Così ad esempio, considerato che per le attività di alloggio e di ristorazione l’indice di reddittività è pari al 40%, nel caso di apertura di un bar l’imposta sarà dovuta in misura pari al 15% del 40% del fatturato annuo, il quale non può eccedere 50.000 euro.

Per fare un altro esempio, nel caso di apertura di un’attività professionale, l’imposizione è calcolata in misura del 15% del 78% del fatturato annuo che deve essere ricompreso nel limite di 30.000 euro. Se il soggetto intraprende tale attività ex novo, ossia non la svolgeva già in precedenza in modo autonomo o come lavoratore dipendente, per i primi cinque anni l’imposta sostitutiva è ridotta al 5%.

Pertanto, per coloro che aderiscono al regime forfettario, i costi sostenuti non assumono nessun rilievo ai fini reddituali poiché il reddito imponibile è calcolato tramite l’applicazione del coefficiente di redditività all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti.

Nel caso in cui chi intende aprire partita iva non rispettasse le caratteristiche sopra evidenziate, occorrerà applicare il regime ordinario. Questo comporta la tenuta delle scritture contabili, le liquidazioni e i versamenti periodici dell’IVA, l’imposizione fiscale ordinaria (dunque l’IRPEF progressiva per scaglioni).

LA GESTIONE PREVIDENZIALE

Aprire la partita iva comporta l’obbligatoria iscrizione ad una gestione previdenziale. Per i lavoratori autonomi che esercitano professioni per le quali occorre l’iscrizione ad un apposito albo professionale, la previdenza è generalmente garantita dalle Casse professionali, enti previdenziali di natura privata che solitamente prevedono una contribuzione ridotta per i neoiscritti. Per gli altri professionisti “senza cassa” è invece necessario iscriversi alla Gestione separata INPS che per il 2016 comporta un versamento di un importo pari al 27,72% del reddito dichiarato, che nel caso di regime forfettario sarà pari al fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività.

Per coloro che intendono svolgere attività di impresa non professionale, l’obbligo previdenziale consiste nell’iscrizione alla gestione INPS Commercianti o Artigiani, sulla base della tipologia dell’attività svolta.

L’iscrizione a queste gestioni comporta il versamento di un contributo minimale fisso, indipendentemente dal reddito conseguito, pari a circa 3.500 euro annui, oltre che ad un importo variabile pari a circa il 23% del reddito che eccede l’ammontare di 15.548 euro. Per i contribuenti che accedono al regime forfettario il minimale contributivo è ridotto del 35%, perciò si riduce a circa 2.300 euro.

Si segnala infine che l’attività di agente di commercio comporta altresì l’iscrizione all’Enasarco e la corresponsione dei relativi contributi.

APRIRE LA PARTITA IVA: COSTI

Quanto costa aprire la partita iva? Dato che, come abbiamo visto, ciò non consiste soltanto nella attribuzione di un codice ma in una serie di adempimenti, i costi principali sono rappresentati da:

– l’ottenimento delle autorizzazioni che non si possiedono, che potrebbero comportare la necessità di fare corsi ad hoc, piuttosto che adeguare i locali in cui verrà svolta l’attività;

– il versamento di contributi previdenziali fissi, obbligatori se occorre iscriversi alla gestione INPS Commercianti o Artigiani e ad alcune casse professionali;

– l’onorario di un consulente che ci supporti nella gestione degli adempimenti iniziali e futuri come la contabilità, la dichiarazione dei redditi e gli altri adempimenti fiscali.

Con riferimento a questo ultimo punto, come abbiamo detto, l’attribuzione del codice di partita iva consiste in una pratica semplice che può essere anche a costo zero se presentata direttamente dal contribuente in Agenzia delle Entrate. Inoltre, grazie anche ai canali telematici messi a disposizione dalle istituzioni, potenzialmente sarebbe possibile gestire in autonomia la propria attività economica. Tuttavia, vista la numerosità e la complessità degli adempimenti richiesti nel nostro Paese, chi scrive consiglia vivamente di affidarsi ad un professionista di fiducia.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.