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Verso Atalanta-Udinese, Sonetti e Simonini: “Importante riprendere subito il cammino”

I doppi ex di giornata Nedo Sonetti e Fulvio Simonini analizzano il match tra nerazzurri e friulani: "Per chiunque affronti l'Atalanta in questo periodo sono problemi: sta sorprendendo e gioca bene".

“Arriva l’Udinese, una società a cui sono molto legato, però l’Atalanta può riprendere la sua corsa, purchè giochi come se dovesse affrontare una grandissima squadra”. E’ il consiglio di Nedo Sonetti, allenatore della promozione in A dei nerazzurri trent’anni fa e ora “sinceramente sorpreso da questa Atalanta: non pensavo arrivasse così in alto, ma la società ha dimostrato di saper valorizzare i gioielli che ha in casa. E quando vedi i risultati è merito tanto anche dell’allenatore, per tutti è un bel momento. Con la Juve si poteva anche perdere, importante è riprendere il cammino subito. Ci vuole intensità e anche tanta qualità”.

Da Sonetti a un altro ex, “per breve tempo con l’Udinese”, Fulvio Simonini, attaccante cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta e poi ha fatto felice con i suoi gol la Virescit prima di tornare all’Atalanta, per un anno (1985-86). “Atalanta-Udinese? Per chiunque affronti l’Atalanta in questo periodo sono problemi (Simonini usa un’altra espressione più colorita, ndr), perché mi sta sorprendendo  tantissimo: giocano bene, anche contro la Juve la squadra ha fatto la sua partita e il suo gioco. Ed è un segnale di maturità, un’Atalanta che va a Torino sul campo della Juve non certo per difendere lo 0-0…”.

Cosa piace a Simonini, di questa Atalanta?

“E’ una squadra che non ha dei campioni ma tutti ragazzi che stanno esplodendo, guidati da un allenatore che dopo un inizio stentato sta dimostrando il suo valore. E poi a Bergamo so quanto entusiasmo c’è e vedo che lo stadio si sta riempiendo partita dopo partita”.

Vero che questa Atalanta oltre a quella di Vavassori ricorda un po’ anche la bellezza della Virescit di Magistrelli che pure divertiva molto? Con Petagna che sembra un po’ l’Adami di allora…

“Davvero è bello veder giocare a questa Atalanta un calcio come noi allora, spumeggiante, senza tatticismi, sbarazzino. Quella Virescit mi aiutava molto a esprimere al meglio le mie caratteristiche in zona gol, questa Atalanta ha un Gomez che è un giocatore rinato dopo il periodo non troppo brillante nella seconda parte dello scorso campionato- E Petagna… bene bene, pensare che in B non sembrava proprio così bravo. Paloschi è più finalizzatore, Petagna attaccante di tutt’altro tipo, però si esalta e fa esaltare questa Atalanta. E sì, il paragone con Adami di quella Virescit ci sta. Tra l’altro ho visto la partita contro la Juve e ho notato pagelle impietose su Petagna e invece secondo me ha fatto tanto, quel lavoro sporco che è sempre utile alla squadra”.

Gli altri giovani atalantini? Che idea si è fatto Simonini?

“Gagliardini mi piace molto, fa un gran lavoro a centrocampo. Kessie… giocare in una squadra di provincia come l’Atalanta ed essere al centro dell’attenzione è un conto, giocare in una squadra con obiettivi diversi si fa un po’ più fatica, non è facile. Kessie fisicamente c’è, ha potenza, corre, però il salto di qualità non è semplice, abbiamo visto anche Grassi al Napoli. Bergamo ha una dimensione tranquilla dove puoi crescere e una società ideale per questo”.

L’Europa? Si può puntare?

“Sognare non costa niente e sarei felicissimo che potesse succedere. Vero che ci sono squadre più attrezzate, però un conto è se parliamo di Champions League e… lottare per l’Europa League si può fare benissimo. Scusate ma se il Milan è lì… l’Atalanta non ha nulla da invidiare ai rossoneri”.

E l’Udinese invece? Che pericoli possono arrivare dai friulani?

“Delneri è riuscito a a far prendere meno gol, è una squadra tosta, corrono tutti, mi sembra una squadra più quadrata senza grossi nomi, a parte Thereau. E’ una squadra da prendere con le pinze, ma l’Atalanta che abbiamo visto in questo periodo la può battere sicuramente”.

Arrivederci allora a Fulvio Simonini, che appese le scarpette al chiodo lavora nel settore immobiliare e (a 55 anni) continua ad allenare a livello giovanile con gli juniores di una squadra di Padova e di tanto in tanto si diverte a fare l’opinionista tivù, per le tivù di Padova appunto.

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