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Carla Rocca, Pd, stoppa Renzi e le elezioni: “Prima il congresso e poi le primarie”

Carla Rocca, sindaco di Solza e componente della Direzione nazionale del partito, in un post su Facebook esprime tutta la sua preoccupazione per la crisi di Governo ed indica le tappe per una soluzione.

Carla Rocca, sindaco di Solza e componente della Direzione nazionale del partito, in un post su Facebook  esprime tutta la sua preoccupazione per la crisi di Governo ed indica le tappe per una soluzione. 

“E fu sera e fu mattina: quarto giorno” di crisi e si riunì la direzione del partito.
La direzione del 7 dicembre è stata la una delle più attese e la più breve in assoluto: mezz’ora di monologo da parte di Renzi .
La direzione era stata convocata per le 15.30 (dopo il voto in senato alla Legge di stabilità), poi rinviata alle 17.30 per imprecisati motivi e poi iniziata alle 18 con il segretario che aveva già annunciato via twitter l’appuntamento alle 19 con il presidente della Repubblica.
Molto attesa perché già fuori dalla sede del partito c’erano manifestanti, polizia, giornalisti, una folla di gente che rendeva difficile l’accesso ad una direzione con una sala strapiena di delegati, di invitati, con la presenza dei componenti del governo al completo.
Brevissima, già in tarda mattinata ci è stato annunciato che non ci sarebbe stato dibattito e su questo punto devo fare un chiarimento: questa modalità è stata concordata tra i renziani e i bersaniani, per evitare di esacerbare una situazione già incandescente.
Ma a noi – a cui non interessa litigare – quando Walter Tocci ci disse che avrebbe fatto un intervento, conoscendone lo stile e la sobrietà, è parsa buona cosa, così come Sergio Lo Giudice, che avrebbe voluto intervenire per invitare il partito ad allargare la discussione nei circoli e nelle sezioni che compongono il PD.
È stato impossibile. Renzi, finito il suo intervento, è andato via e molti delegati si sono infilati il cappotto e stavano uscendo, la richiesta di Tocci è stata vista come una sfida e si sa che chi mal intende peggio risponde!
Peccato, un’occasione persa.
Speravo in una relazione del segretario che tratteggiasse un percorso chiaro e le opzioni che potevano delinearsi, invece nel discorso Matteo Renzi ha annunciato l’incontro imminente con il presidente Mattarella, ha ricordato il buon lavoro svolto dal suo governo e la richiesta che la formazione di un nuovo governo debba essere sorretta da un intesa di tutti i partiti. La squadra che seguirà le consultazioni sarà formata da Guerini, Orfini, Rosato e Zanda. Per la direzione ci dobbiamo ritenere in convocazione permanente, data la velocità con cui si evolve la situazione e la delicatezza del momento.
Che l’esito referendario sia stata una doccia fredda per il partito è chiaro, ma nessuno si può chiamare fuori; ora serve chiarezza. Franceschini si sente l’uomo per tutte le stagioni, ma non credo che per questo tiepido inverno sia adatto, dopo il patto con Renzi sarebbe credibile in un patto con Bersani?
Renzi è e resta il segretario del maggior partito italiano e a lui l’onere di trovare la strada, niente può essere fatto a prescindere da lui, almeno fino al congresso. Disconoscere questo, per me, è da irresponsabili, come irresponsabile sarebbe Renzi stesso se si presentasse a nuove elezioni senza passare dal congresso o dalle primarie di partito. È necessario allargare la partecipazione a i territori, un percorso di elaborazione e di metabolizzazione che ci renderebbe più forti alle prossime elezioni.
E poi una mia considerazione: in questi anni abbiamo dette troppe di “bestialità” tra gufi, leopardi e mucche… finiamola! Troviamo il tempo di tempo di occuparci dei nostri militanti disintossichiamo questo pozzo e solo così potremo dedicarci alla cura del Paese.

Commenti

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  1. Scritto da Satana

    Buontemponi anacronistici e fuori da ogni contatto con la realtà!