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Fondazione Donizetti, Berta: “Fiero di presiederla, un ruolo di grande impegno” foto

Il nuovo il presidente della fondazione pubblica Donizetti, il commercialista Giorgio Berta, si dice soddisfatto e fiero della nomina alla leadership di un Consiglio di amministrazione che si occuperà d'ora in avanti del teatro cittadino.

Il nuovo presidente della Fondazione pubblica Donizetti, il commercialista Giorgio Berta, si dice soddisfatto e fiero della nomina alla leadership di un Consiglio di amministrazione che si occuperà d’ora in avanti del teatro cittadino (leggi), luogo storico di proposte culturali d’alto livello e al tempo stesso bisognoso di una consistente ristrutturazione.

“Ho accolto questa nomina positivamente – dichiara – ma sono consapevole che si tratta di un compito di grande responsabilità, che va assunto con il massimo dell’impegno”.

Ha già avuto modo di conoscere problemi e peculiarità del teatro?

“Sì, ho già studiato, e in programma per la prossima settimana ci sono già tre consigli di amministrazione dove dobbiamo prendere decisioni importanti”

Come vede il nuovo Cda?

“Mi sembra composto da persone di assoluta rilevanza e competenza”.

Il teatro Donizetti è un luogo centrale della città, in termini di spazio e di ruolo, tanti sognano che questa realtà venga valorizzata e rilanciata…

“Sono convinto che attraverso le attività del Donizetti si possa pensare a un rilancio complessivo anche di ciò che sta all’esterno del teatro, facendone un fulcro di partecipazione dei cittadini. All’interno e all’esterno, dunque”.

La nuova Fondazione, diventata pubblica attraverso una modifica dello statuto (leggi), dovrà ristrutturare il teatro cittadino, in tempi rapidi per non frenare a lungo le stagioni di prosa e lirica, attraverso un bando europeo. Un intervento da 18 milioni di euro, fondi in buona parte già reperiti: quattro milioni e duecento mila già versati e 4,8 deliberati dai privati, tra questi ci sono i 3,5 milioni della Fondazione Cariplo. Poi si devono aggiungere un milione e mezzo stanziati dal Comune e altrettanti dalla Regione Lombardia. A questi si devono aggiungere altri tre milioni deliberati dal Ministero.

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