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“Natura silente”, Vittorio Bellini alla Galleria Michelangelo

La mostra allestita negli spazi della Galleria Michelangelo situata nello storico borgo di via Broseta è volta ad omaggiare l’attività artistica di Vittorio Bellini (1936-2009) con un affascinante percorso di inedite nature morte che ricopre un quarantennio di attività del maestro (1967-2007).

La mostra allestita negli spazi della Galleria Michelangelo situata nello storico borgo di via Broseta è volta ad omaggiare l’attività artistica di Vittorio Bellini (1936-2009) con un affascinante percorso di inedite nature morte che ricopre un quarantennio di attività del maestro (1967-2007).

Lo studio della natura nei suoi aspetti più delicati e poetici, caratterizza il primo periodo di Bellini (1967-1985); dipinti ricchi di una poesia fatta di sensibilità e di armonie tonali; opere in cui le vibrazioni del colore sono il riflesso delle vibrazioni interiori, dei sentimenti genuini e sinceri, della poesia più vera. In virtù di una rara sensibilità l’artista arriva ad un notevole lirismo espressivo, frutto di un’interpretazione attenta e colta. Esposte in mostrala poetica Natura morta del 1967, L’ultima sonata e Pagine di diario d’artista del 1972, La luna e la gioia di vivere del 1985.

L’incontro con lo storico e critico d’arte Giovanni Testori (1983) segna una svolta nella pittura di Bellini che lo consiglia e lo incita verso un modo di dipingere più libero. Abbandonate le atmosfere post-romantiche, il suo stile è ora chiaramente espressionista, la materia diventa sempre più densa e abbondante, i colori violenti e contrastanti.Sconvolto dalle tragedie umane l’artista entra nel dipinto, lo soffre; nascono i cicli straordinari della “Via Crucis”, “L’esilio dell’umanità”,“La dissoluzione dell’essere”, “Bosnia”.

Vittorio Bellini

È solo verso la fine degli anni novanta che la sua inquietudine si placa; Bellini abbandona la vena drammatica per dedicarsi ad una serie di nature morte che rappresentano un periodo di quieta riflessione. Sono le raffinate opere del ciclo “La magia del silenzio” nelle quali l’artista studia il colore nella sua armonia ed eleganza compositiva, allo scopo di creare atmosfere suggestive di spazio e di silenzio, quasi un raccoglimento d’ammirazione di fronte a un luogo senza tempo.

Questo momento introspettivo è la premessa che porta verso un nuovo periodo artistico, caratterizzato da un rinnovato entusiasmo; il pubblico avrà la possibilità di ammirare le sequenze di colori che Bellini armonizza sulla tela e la violenza delle tonalità che si susseguono senza un attimo di sosta. Eccoci quindi nel nuovo millennio, proiettati nel magico ed affascinante atelier dell’artista, dove grandi e gelide vetrate fanno da sfondo alle nature morte di libri, pennelli e barattoli traboccanti di colore. Tinte forti che si alternano a sfumature più delicate, sono “I colori della vita” che seguono lo stato d’animo dell’autore, allegro e gioioso, aggressivo o malinconico …La disposizione degli oggetti non potrebbe essere più armoniosa se a ciò si aggiunge un indovinato cromatismo ed abilità nell’uso della luce che solo un vero artista possiede.

Con l’opera Lo studio di Vincent (2007) nella quale Bellini evoca con nostalgica ammirazione il maestro Van Gogh, si conclude il percorso della mostra aperta fino al 14 gennaio 2017.

Vittorio Bellini

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