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Dopo lo spavento col Club Italia la testa della Foppa va alla Supercoppa

Spavento e sollievo. Sono questi i due stati d’animo con cui la Foppa ha vissuto domenica la sfida contro la giovane formazione del Club Italia. O, per meglio dire, del Club Egonu vista la straordinaria prestazione dell’opposta capace di timbrare 35 punti con il 52% in attacco.

Scese in campo senza la giusta cattiveria agonistica (per la prima volta quest’anno), con la testa evidentemente già proiettata alla supersfida di Treviso contro l’Imoco Conegliano, le rossoblù hanno impiegato due set a calarsi nella parte della favorita, concedendo al fanalino di coda del campionato la ribalta del palcoscenico e il terzo punto in classifica.

Trascinate dall’opposta Egonu, che disponeva a piacimento del muro rossoblù, sovente passandoci direttamente sopra, le azzurre si trovavano così ad un passo dall’impresa e con pieno merito. Si mettevano in evidenza anche Orro, lucida in regia, Botezat imperiosa al centro e le bande Perinelli e Melli sempre fastidiose, facilitate anche dalla libertà concessa a muro vista la presenza di Egonu, marcatissima.

AGGIUSTAMENTI IN CORSA – Ad un passo dalla disfatta però, quando il primato in classifica vacillava davvero, Lavarini scuoteva il gruppo, gettava nella mischia una positiva Gennari al posto di una spenta Sylla e puntava su Paggi al centro per Popovic. Proprio l’ampia rosa a disposizione consentiva così di rimettere sui binari il treno poco prima del deragliamento, complice anche un calo inevitabile delle giovani azzurre che non riuscivano a mantenere lo stesso livello sia al servizio che a muro-difesa. In particolare la schiacciatrice Gennari, smaniosa di riconquistare il posto in squadra dopo i problemi fisici di inizio anno, saliva in cattedra facendo girare il match, garantendo punti in attacco e solidità in seconda linea. La Foppa, va detto, dopo un buon terzo set, tornava su un livello di mediocrità anche nel quarto set, in costante affanno e in perenne inseguimento del Club Italia. Trovava però nel finale di quarto alcune stoccate dell’opposta Skowronska, apparsa imballata e meno lucida del solito in attacco ma comunque decisiva nel momento clou. Incassato il punto del pareggio, il match si metteva poi in discesa per le orobiche che non rischiavano nulla nel tie-break imponendosi per 15-12.

NOTE POSITIVE – Al di là dei due punti, che dovevano essere tre ma potevano anche essere zero, e che consentono alle rossoblù di mantenere la vetta della classifica, a piacere sono state soprattutto Gennari, come detto, con i suoi 20 punti (57%) e la centrale Guiggi, apparsa trasformata rispetto a sette giorni fa: 17 punti e 78% in attacco rappresentano un biglietto da visita importante in vista di Treviso e del ben più aspro confronto contro le Pantere. Tolti i primi due set, interpretati male nel complesso, la squadra ha sofferto poi soprattutto a muro ma si è ben difesa in seconda linea potendo contare su un tris di ricevitrici di tutto rispetto come Suelen-Gennari-Partenio. Sorprende a proposito come un libero di caratura internazionale come Cardullo non riesca a trovare spazio ma le scelte tecniche di Lavarini indicano chiaramente come in questo momento la brasiliana sia davanti nelle gerarchie.

ROTTA SU TREVISO – E’ tempo però di affrontare il primo dei tre obiettivi stagionali. La settimana della Foppa è infatti tutta incentrata sulla Supercoppa, in programma giovedì 8 al PalaVerde contro Imoco Conegliano, detentrice dello scudetto. Le ragazze troveranno un’avversaria agguerrita, al momento terza in classifica e staccata di tre lunghezze. Le Pantere, reduci dal successo di Montichiari, saranno trascinate dal loro pubblico, dispongono di una rosa orfana delle americane “scudettate” ma comunque di qualità e con svariate possibilità di scelta per il tecnico Mazzanti, sia a livello di atlete che di scelte tattiche. Tuttavia questa Foppa ha senz’altro le carte in regola per giocarsela alla pari: in una partita secca può succedere di tutto e quanto visto in questi primi due mesi di campionato invita ad un ragionevole ottimismo sul fatto che sarà una partita aperta a qualsiasi possibilità. Nella ricca bacheca di via Albricci, insomma, c’è sempre posto per nuovi trofei.

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