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In Bergamasca vincono No e affluenza: effetto Gori sulla città, ma non basta

Percentuali meno nette rispetto ai dati nazionali ma la provincia di Bergamo non ha fatto eccezione: il No ha prevalso quasi ovunque, mentre a Bergamo città l'ha spuntata il sì, anche grazie alla campagna portata avanti dal sindaco Giorgio Gori.

L’effetto Gori su una città in controtendenza mentre il No stravince in provincia: è questo l’esito del referendum costituzionale di domenica 4 dicembre che ha sancito la fine del Governo Renzi e lasciato un grosso punto interrogativo sull’immediato futuro del Paese.

Il gap tra il fronte del No e quello del Sì è stato meno netto rispetto al dato italiano ma comunque ampio: se in Italia si è avvicinato al 60%, infatti, in provincia di Bergamo ha centrato un pieno 55%. Oltre 70mila i voti di differenza, solo 20 i Comuni in cui la maggioranza ha votato Sì: si registra anche un caso di pareggio a Valtorta, con 80 preferenze a testa.

Diverso lo scenario nel capoluogo dove il Sì ha prevalso: dei 66.147 votanti (pari al 76,85% degli aventi diritto) in 34.782 hanno appoggiato la riforma proposta dal Governo (il 52,94%), in 30.920 (il 47,06%) hanno scelto di opporsi. Evidente “la mano” del sindaco Giorgio Gori sulle 4 sezioni di Città Alta, dove giocava in casa: netta prevalenza del Sì, 1.703 contro i 1.114 No.

Oltre all’alta affluenza, un altro segnale dell’interesse dei cittadini per il referendum arriva da un dato registrato all’Ufficio Elettorale di Palazzo Frizzoni: nella sola giornata di domenica 4 dicembre sono state oltre 1.300 le tessere elettorale rifatte.

Tra le curiosità in arrivo dai seggi spiccano il pareggio del seggio 69 a Redona, con 394 voti ciascuno per Sì e No, e quello fallito nella sezione 76 a Celadina dove il Sì ha prevalso per 269 a 268: la differenza, qui, l’ha fatta un elettore sbadato, forse vittima della psicosi da “matita cancellabile” che si è diffusa a macchia d’olio verso l’ora di pranzo, che ha espresso con una penna, invalidando il voto, la sua preferenza per il No.

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