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Bonus per l’acquisto del box senza bonifico: si può avere, ecco come

Agevolazioni per l'acquisto del posto auto senza averlo pagato col bonifico previsto: il dottore commercialista e revisore contabile Guido Tisi spiega come si fa. Avete domande o dubbi? Scriveteci.

Agevolazioni per l’acquisto del posto auto senza averlo pagato col bonifico previsto: il dottore commercialista e revisore contabile Guido Tisi spiega come si fa.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 43/E del 18.11.2016 ha precisato che il bonus ristrutturazioni per l’acquisto di un box auto pertinenziale risulta concedibile anche senza l’apposito bonifico.

Per capire la novità della precisazione fornita dall’Agenzia delle Entrate si riepiloga di seguito la normativa del “bonus ristrutturazioni”.

L’agevolazione per i lavori di ristrutturazione edilizia consiste nella detrazione di una percentuale delle spese sostenute dai contribuenti che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi, per un importo massimo di 48.000 euro per unità immobiliare. Per le spese effettuate nel corso del 2016 (in corso di proroga per il 2017) la percentuale di detrazione è stata innalzata al 50% su un importo massimo di spesa di 96.000 euro.

La detrazione, prevista dall’art. 16-bis del Tuir, è ammessa anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune, nonché, per l’acquisto di autorimesse e posti auto, limitatamente ai costi di realizzo degli stessi. Su tali costi, comprovati dall’attestazione rilasciata dal costruttore, l’Agenzia ricorda che il pagamento deve avvenire, pena la non spettanza dell’agevolazione, tramite apposito bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario dell’agevolazione e la partita Iva o il codice fiscale del destinatario della somma.

Il bonifico, metodo obbligatorio di pagamento, è soggetto all’applicazione della ritenuta d’acconto dell’8% operata da parte di banche e Poste sull’importo percepito dal venditore. Per questo motivo gli interventi di ristrutturazione devono essere saldati tramite bonifico “ad hoc” per permettere agli istituti di credito di operare la relativa ritenuta alla fonte.

Nella circolare, tuttavia, le Entrate chiariscono che, in caso di mancato pagamento con bonifico, non si perde automaticamente il diritto al beneficio se è soddisfatta la finalità della norma.

Nello specifico la circolare analizza diverse ipotesi:

• nel caso di pagamento non effettuato tramite bonifico, il ricevimento delle somme da parte dell’impresa costruttrice deve risultare attestato dall’atto notarile. Inoltre, il contribuente deve farsi rilasciare, oltre all’apposita certificazione del venditore sul costo di realizzo del box, una dichiarazione che attesti che i corrispettivi pagati sono stati inclusi nella contabilità dell’impresa, ai fini della loro concorrenza alla corretta determinazione del reddito;

• nel caso in cui il bonifico bancario sia stato compilato in maniera errata in modo tale da non consentire alle banche e a Poste Italiane l’applicazione della ritenuta d’acconto dell’8%, il contribuente potrà continuare a beneficiare dell’agevolazione facendosi rilasciare una dichiarazione sostitutiva in cui il venditore affermi di avere ricevuto le somme e di averle incluse nella contabilità dell’impresa.

La documentazione, ricorda infine l’Agenzia, deve essere esibita al Caf o al professionista abilitato che predispone e trasmette la dichiarazione dei redditi o, se richiesta, agli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

 

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