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Soccorso alpino, summit a Clusone per definire strategie e modalità operative video

I responsabili di tutte le delegazioni regionali lombarde del soccorso alpino si sono riuniti sabato 3 dicembre a Clusone per un confronto su strategie, obiettivi e modalità operative, volto a un miglioramento organizzativo della struttura.

I responsabili di tutte le delegazioni regionali lombarde del soccorso alpino si sono riuniti sabato 3 dicembre a Clusone per un confronto su strategie, obiettivi e modalità operative, volto a un miglioramento organizzativo della struttura.

L’assemblea è stata anche l’occasione per il presidente regionale del Soccorso Alpino, Damiano Carrara, di tracciare il bilancio dei primi otto mesi di mandato. I punti di forza che contraddistinguono il CNSAS sono le capacità tecnica e operativa sul campo. Eccellenze mantenute attraverso una costante attività formativa, considerata il cuore del Soccorso Alpino. L’impegno per i prossimi due anni andrà in molteplici direzioni: dal rapporto con le istituzioni e i media, alle attività addestrative congiuntamente ad altre organizzazioni, al miglioramento della comunicazione interna ed esterna.

Il valore del CNSAS è riconosciuto anche dal Consiglio regionale di Lombardia. Presente all’incontro Jacopo Scandella, consigliere del Partito Democratico. Gli uomini e le donne del Soccorso Alpino “sanno arrivare dove nessuno può arrivare e come nessuno può fare”. Scandella sottolinea come sia doveroso, da parte delle istituzioni, ringraziare le persone che decidono di mettere a disposizione volontariamente il loro tempo e le loro energie, rischiando la propria vita, per garantire la sicurezza di coloro che vivono la montagna, per lavoro o per svago. Perché il Soccorso Alpino possa continuare a svolgere questo ruolo nel modo migliore, è necessario che le istituzioni garantiscano collaborazione e sostegno.

Dal 1 gennaio 2017 il Soccorso Alpino lombardo aprirà le porte ai giovani, a partire dai 14 anni. Il progetto, già attivo in altre regioni italiane, verrà avviato in modo sperimentale dalla VI delegazione Orobica. Fortemente voluto dal delegato Elia Ranza, l’inserimento dei giovanissimi nella struttura ha l’obiettivo di formare una nuova generazione di volontari, in grado di raggiungere, negli anni, i ruoli in cui è richiesta maggiore esperienza, quali quello dell’istruttore e del tecnico di elisoccorso.

Da alcuni mesi la VI delegazione orobica ha intrapreso un cammino condiviso con il Club Alpino Italiano di Bergamo per coinvolgere gli uomini del CAI negli interventi di ricerca di persone disperse. Nelle ricerche prolungate i volontari del CAI potrebbero seguire percorsi anche di una certa difficoltà, permettendo agli uomini del Soccorso Alpino di muoversi con maggiori risorse negli ambiti più impegnativi. Il cammino è solo all’inizio, ma la proposta è stata già accolta con entusiasmo da parte degli esponenti del CAI.

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