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Grande Guerra, Pillola 103: la conquista di Samarra, ultima offensiva del generale Maude

Samarra fu l'ultima vittoria di Frederick Stanley Maude, un successo pagato a carissimo prezzo: tra le 40mila perdite per malattia cadde anche lo stesso generale.

Il 18 novembre 1917, a Baghdad, che, grazie a lui, era solidamente in mano britannica, morì improvvisamente di colera il generale Frederick Stanley Maude, il vincitore della Mesopotamia: aveva 53 anni e, sotto il suo comando, le truppe anglo-indiane avevano cancellato la vergogna di Kut, conquistato Baghdad e, in pratica, affermato il predominio di sua maestà sull’intera regione dei due fiumi.

La sua ultima impresa fu la conquista di Samarra, con una sapiente campagna offensiva durata circa sei settimane, tra il marzo e l’aprile del 1917. Dopo aver scacciato dalla capitale meridionale le truppe di Khalil Pascià ed avere occupato la città, Maude si rendeva conto che quella conquista non si sarebbe potuta considerare completa e sicura, se i britannici non si fossero impossessati della vitale linea ferroviaria di Samarra, che correva a circa 130 chilometri a nord di Baghdad ed era una sorta di cordone ombelicale, che univa le residue forze ottomane, ammontanti a 25.000 uomini, tra i soldati di Khalil e quelli di Ali Ishan, provenienti dalla ritirata turca dalla Persia, occupata dai russi, al resto dell’impero.

D’altronde, incombeva il periodo delle piogge, che avrebbe bloccato ogni iniziativa militare fino all’autunno e che era un po’ l’equivalente, alla rovescia, di ciò che accadeva in inverno sui fronti europei: per questo, Maude decise di agire velocemente. Coi 45.000 soldati a sua disposizione, egli concepì un vasto piano d’attacco, articolato in 4 differenti fasi: la prima consisteva in una serie di piccoli e rapidi attacchi alle linee nemiche lungo il fiume Tigri. La seconda fase prevedeva delle azioni atte a prevenire ogni tentativo turco di allagare il territorio intorno al fiume Eufrate: minaccia questa che preoccupava particolarmente Maude, fin dalla campagna per Baghdad. La terza fase mirava ad interporsi tra le forze di Khalil e quelle di Ali Ishan, provenienti dal fronte persiano, per evitare che si potessero riunire formando un’unica grande unità combattente, infine si prevedeva di effettuare vaste operazioni di rastrellamento nel settore occidentale del fronte.

La campagna cominciò il 13 marzo, solo due giorni dopo che Baghdad era caduta in mano britannica, con un brillante attacco contro le nuove linee turche, che correvano poco a nord della capitale, costringendo gli avversari ad una ritirata di circa 35 chilometri, fino alla confluenza dei fiumi Tigri ed Adhaim. Sei giorni dopo, Maude pose l’assedio a Falluja, impedendo, di fatto, qualsiasi tentativo turco di allagare la pianura dell’Eufrate e ponendo le basi per l’avanzata ulteriore delle proprie truppe. Altri sei giorni dopo, le truppe anglo-indiane lanciarono un attacco contro le forze di Ali Ishan, cercando di accerchiarle e di impedirne la congiunzione con quelle di Khalil, ma vennero duramente respinte dalla decisa resistenza avversaria. Il bey Ali Ishan, poi, inviò un’avanguardia di circa 5.000 uomini incontro alle forze di Khalil a Dogameh, lungo il Tigri: Maude, però, pose la propria cavalleria a fare da velo tra i due reparti nemici ed attaccò Dogameh con la fanteria, espugnandola il 31 marzo.

Fu proprio la caduta di Dogameh che costrinse gli ottomani alla ritirata sulla linea Tigri/Adhaim. Questa nuova linea difensiva venne investita dalle forze britanniche il 18 aprile. Dopo essere state sconfitte a nord di Istabulat, le truppe di Khalil retrocedettero fino alla forte posizione difensiva compresa tra il Tigri ed il canale di Al Jali, ma anche di lì vennero sloggiate da una serie di violenti e sanguinosi attacchi britannici, a partire dal 21 aprile, che, alla fine, costrinsero i difensori ad un’ulteriore ritirata fino ad una serie di alture a soli 10 chilometri dalla contesissima ferrovia di Samarra.

Poco alla volta, sotto i colpi d’ariete del contingente anglo-indiano, le forze turche vedevano sempre più assottigliarsi la distanza tra loro e l’obbiettivo strategico del nemico, che sembrava ormai destinato a cadere nelle mani degli inglesi. Alla fine, l’ostinazione di Maude prevalse: i turchi, convinti dell’impossibilità di difendere Samarra, la evacuarono, il 23 aprile, lasciando il fondamentale scalo ferroviario nelle mani degli avversari.

La campagna per Samarra era, dunque, terminata con un chiaro successo britannico, anche se quel successo era stato pagato a caro prezzo: si calcola che il contingente anglo-indiano in quelle 6 settimane abbia perduto circa 18.000 effettivi, cui si deve aggiungere l’enorme cifra di 40.000 perdite per malattia.

Queste perdite esorbitanti costrinsero Maude a rivedere al ribasso le proprie iniziative nel settore, rinviando all’autunno qualunque ulteriore azione. Le epidemie erano assai comuni sul fronte mesopotamico e ne soffrivano tanto i soldati quanto i comandanti: proprio in autunno, ne avrebbe fatto le spese lo stesso Maude, ucciso da un’epidemia di colera. Quella di Samarra sarebbe stata la sua ultima vittoria.

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