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Caso Foppolo, due indagati per l’appalto della cabinovia fotogallery

Il primo è Sergio Lima, imprenditore socio di maggioranza di Graffer S.r.l., la società che ha vinto la gara d'appalto. Il secondo sarebbe una persona riconducibile al Comune, anche se il suo nome resta per ora sotto traccia

Ci sono due persone nel registro degli indagati per l’inchiesta di Foppolo. La prima è Sergio Lima, imprenditore 57enne bresciano residente a Lugano e socio di maggioranza di Graffer S.r.l., la società che ha vinto la gara d’appalto per la cabinovia da 5 milioni e 187mila euro. La seconda sarebbe una persona vicina al Comune, anche se il suo nome rimane per ora sotto traccia.

Le indagini che la procura di Bergamo sta portando avanti stanno da un lato cercando di svelare quanto accaduto nella notte tra il 7 e l’8 luglio a Foppolo, quando le fiamme hanno divorato le seggiovie Quarta Baita e Montebello, e dall’altro il presunto intreccio che ci sarebbe dietro la gara d’appalto vinta dalla società bresciana Graffer Srl per l’installazione della cabinovia. Il sospetto di chi indaga è che il bando sia stato tagliato su misura per fare vincere la Graffer, unica società partecipante alla gara. Gli inquirenti stanno anche cercando di  capire se esiste un legame tra il rogo doloso e la presunta turbativa d’asta. A tal proposito, ulteriori sviluppi potrebbero giungere nel corso delle prossime settimane, quando sono attesi i risultati delle analisi dei RIS di Parma.

La loro iscrizione al registro degli indagati sarebbe immediatamente successiva all’acquisizione di documenti da parte della procura avvenuto il 10 novembre scorso al Municipio di Foppolo e negli uffici di Brembo Super Ski S.r.l, la società che gestisce gli impianti di Foppolo, Carona e Valleve. I militari, nelle scorse settimane, avevano fatto visita anche ad alcune delle società apparentemente collegate alla Graffer e alla sua governance.

Il sostituto procuratore di Bergamo Gianluigi Dettori aveva già aperto un fascicolo contro ignoti e disposto il sequestro degli impianti dopo l’incendio dello scorso luglio. Sui luoghi dell’attentato erano stati trovati liquidi infiammabili, gasolio, fiammiferi, carta e tutto l’armamentario utile ad appiccare il rogo, oltre ai segni del passaggio di una motocicletta. I sigilli alle stazioni di arrivo e partenza della seggiovia danneggiata erano stati poi rimossi lo scorso 21 ottobre.

L’incendio aveva dato il là ad una vera e propria corsa contro il tempo per reperire i fondi necessari all’installazione della cabinovia che, almeno nei piani iniziali, avrebbe dovuto sostituire le seggiovie danneggiate in vista della stagione invernale. Costo delle operazioni: 5 milioni e 187 mila euro senza l’Iva (2 milioni e mezzo derivanti dal prestito a tasso agevolato di Finlombarda; altri 2 da privati; 750mila euro a fondo perduto dal Bim e 600mila dalla convenzione regionale stipulata nel 2012). Gli inquirenti hanno recentemente bussato alle porte di Finlombarda per acquisire tutta la documentazione relativa al finanziamento.

Mercoledì 31 agosto le buste avevano svelato il nome dell’azienda che si era aggiudicata il bando di negoziato indetto il giorno 22 dello stesso mese dal Comune di Foppolo: ovvero la Graffer di Lonato del Garda, unica società a presentarsi e che aveva già realizzato il progetto. Le altre avevano preferito declinare l’invito, non presentando alcuna offerta.

Dichiarata fallita nel 2011 dal tribunale di Trento in seguito a una burrascosa vicenda giudiziaria, l’azienda passa poi nelle mani del bresciano Riccardo Alloisio, mentre un’altra figura di spicco è proprio quella di Sergio Lima, attuale amministratore con il 70% delle quote.

Una vecchia conoscenza del Comune di Foppolo e di Brembo Ski in quanto fondatore della Snowstar Spa, azienda in liquidazione che nel comprensorio sciistico dell’alta Valbrembana aveva già eseguito diversi lavori. Si tratta della stessa azienda della quale era amministratrice Palmira Lorena Guerini: bresciana, di Sarezzo, fino a poco tempo prima amministratrice unica della Fenix Italia Srl (incarico che ha iniziato a rivestire dal 20 giugno 2016); ovvero l’impresa dedita alla produzione di calzature e pantofole in cuoio che il 27 giugno (due giorni prima dell’udienza in programma il 29 dello stesso mese) aveva versato 150mila euro di stipendi arretrati ai dipendenti non pagati da Brembo Ski, scongiurando la richiesta di fallimento nei confronti della società. La stessa persona che vantava anche una quota di partecipazione nella società di scopo Foppolo Teleriscaldamento.

Altra coincidenza: in via Corso Martiri della Libertà 3 a Brescia hanno sede sia la Fenix Italia che lo studio Alloisio Morelli & associati: lo studio specializzato in consulenza tributaria e societaria dell’ex amministratore delegato della Graffer. Un intreccio tutto bresciano, dunque, sul quale gli inquirenti stanno cercando di fare luce.

Altro particolare, non di poco conto: chi indaga sta cercando di capire se esistono collegamenti tra il rogo doloso appiccato a Foppolo e quelli che in passato hanno interessato alcune delle ditte riconducibili all’imprenditore Sergio Lima, dopo i precedenti roghi del 19 dicembre 2012 al capannone della Snowstar a Gussago e quello del 4 giugno 2014 alla Olli Scalve di Pezzaze.

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