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Atalanta perfetta: se le seconde linee giocano come i big si può davvero sognare fotogallery

Il nostro Alberto Porfidia analizza l'incredibile momento dei nerazzurri, reduci dal trionfo di Bologna e dalla vittoria per 3-0 in Coppa Italia col Pescara

Percorso netto. Si potrebbe così dire dell’Atalanta che strapazza anche il Pescara, usando un’espressione tipica del salto a ostacoli. Settima vittoria consecutiva, ancora una partita senza subire gol e dal 13 agosto al 30 novembre non sembra cambiato nulla: 3-0 alla Cremonese e 3-0 al Pescara. Ma allora era un avversario di Legapro, oggi di serie A

Campionato o Coppa Italia, la musica è sempre la stessa. E che musica. Capitan Raimondi (35 anni), in campo 90′, fa la chioccia e da vecchio cuore nerazzurro dà l’esempio e fa il primo di una classe comunque molto diligente e preparata, anche con i baby. Raimondi dà il la con il gol dell’1-0, i ragazzini terribili lo seguono e fanno a fette il Pescara. Chiamatele seconde linee, ma questa Atalanta piace e diverte e entusiasma. Insomma, se giochi bene la gente ti segue e non rinuncia nemmeno a una Coppa Italia di terza fascia, con la diretta tv e quasi zero gradi.

Una cosa è certa: è sempre più l’Atalanta di Gasperini. Che lascia a casa – proprio come a BolognaStendardo per scelta tecnica, Carmona e Pinilla. Restano ai box l’acciaccato Paloschi, gli infortunati Konko, Cabezas e Berisha, appena operato al ginocchio. Il tecnico piemontese va però per la sua strada, i ragazzi lo seguono e i risultati gli danno ampiamente ragione.
Ma non si vince per caso. Perché questa Atalanta è da applausi anche quando le seconde linee prendono il posto dei gioielli che le big (in Italia, in Inghilterra) si contenderanno già dal prossimo mercato di gennaio. Teniamoceli stretti…

I ragazzi del Gasp sono una meraviglia a vederli giocare con così tanta facilità, sicurezza, personalità. E la tranquillità tipica dei forti. In meno di dieci minuti sbloccano il risultato, in mezz’ora lo mettono in ghiaccio (data la temperatura) ma potrebbero segnare altrettanti gol. Perché Capone, uno dei due diciassettenni in campo, è bravino ma deve essere più concreto. Imparerà, non c’è fretta. Bastoni bene, gli attaccanti del Pescara son modesti e lui sbaglia poco, solo a un paio di minuti dalla fine quando rischia di mandare in gol Cristante.

Sbaglia un gol anche Freuler, ma lo svizzero dirige l’orchestra come Muti, assistito da un Gagliardini che si sciroppa 90 minuti, visto che a Torino dovrà restare davanti alla tv, squalificato. Grassi prende le misure e cresce fino a meritarsi il gol del raddoppio e qui bisogna rendere atto anche a Pesic, bravo a fare il Petagna e utile sia nel pressing sia come uomo assist. E, dopo aver superato i crampi, per completare l’opera anche come uomo gol al 93′. Vero che aveva contro i difensori del Pescara, però il croato risponde presente e ha ottime intuizioni, pur esagerando con qualche colpo di tacco.

Per gli amanti delle statistiche, l’Atalanta chiude il confronto con il Pescara con un possesso palla del 62% e 11 tiri in porta contro 2, oltre a 2 traverse. Una al termine dell’azione più bella, da Pesic a Gagliardini, a Raimondi e conclusione del baby Latte (17 anni). L’altra, un siluro di capitan Raimondi che fa tremare la porta abruzzese. A proposito di Latte, il veloce ivoriano è uno dei pochi superstiti della partita di metà agosto contro la Cremonese (gol di Toloi, autorete di Polak e gol di Kessie). Di quella sfida, restano in campo Sportiello, Raimondi, Toloi, Dramé e D’Alessandro. Si rivede Masiello nell’ultima mezz’ora, ma avrà ben altro lavoro sabato… Bene, l’Atalanta è pronta. Caldara e Gomez (in panchina con il Pescara), Kessie, Kurtic, Petagna, Conti come Spinazzola e Zukanovic restano a riposo, o meglio si allenano e tengono in serbatoio la benzina per sabato, quando andranno all’assalto della capolista. Forza nerazzurri, avanti così!.

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