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Alla Task Force Italia-Russia 50 imprese bergamasche: “Può nascere partnership duratura”

Si è aperta giovedì in Fiera a Bergamo la XXV sessione della Task Force Italia-Russia, per la prima volta in Lombardia: un terzo delle aziende partecipanti arrivano dalla provincia bergamasca, un centinaio i rappresentanti russi.

L’obiettivo è quello di far tornare a crescere gli scambi commerciali tra Italia e Russia, stimolando la collaborazione tra le principali realtà dei due Paesi preposte allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle PMI, quali amministrazioni, regioni, associazioni di categoria, federazioni, confederazioni, consorzi, sistema camerale, sistema fieristico, università e, appunto, imprese: si è aperta giovedì 1 dicembre alla Fiera di via Lunga la venticinquesima Task Force Italia-Russia che vede la partecipazione di 315 soggetti italiani e di oltre un centinaio russi.

Per la prima volta una sessione della Task Force arriva in Lombardia e a Bergamo che ha confermato con i numeri l’importanza che può rappresentare il mercato russo: un terzo delle aziende italiane partecipanti, 50 su 144, arrivano infatti dalla nostra Provincia.

“Siamo onorati di ospitare la task force – ha commentato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori – Il nostro territorio ha un forte legame con la Russia, dal doppio collegamento giornaliero con Mosca alle decine di aziende che già collaborano, dai corsi universitari alle collaborazioni tra musei. Il nostro aeroporto, in particolare, è un hub di relazioni internazionali e ha contribuito all’internazionalizzazione del territorio: qui c’è molto da lavorare ma spero che gli ospiti russi possano trovare il tempo di guardarsi anche attorno e di visitare la nostra città”.

La candidatura di Bergamo è stata subito accolta da Regione Lombardia e, anche in questo caso, i numeri snocciolati dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mauro Parolini spiegano il perchè: nonostante una flessione, dovuta principalmente al calo dell’export, l’interscambio tra la Regione e la Russia nel 2015 valeva ancora 4,1 miliardi di euro (dai 5 del 2014 quando Bergamo contribuiva con 265 milioni).

Da parte russa c’è il massimo interesse verso i prodotti e le conoscenze delle aziende italiane e lombarde in particolare, come conferma il Co-presidente russo della Task Force Maxim Parshin: “La collaborazione con l’Italia è iniziata a Sochi nel 2002 e a Bergamo in questi giorni ci sono oltre 100 rappresentanti del nostro Paese, provenienti da 13 regioni. L’interesse è notevole, si stanno sviluppando incontri a ritmi sostenuti: qui ci sono focus sui settori metalmeccanico, chimica e sistema casa intelligente, senza però dimenticare gli altri tradizionali come l’edilizia”.

Il suo pari ruolo italiano Fabrizio Lucentini ha ricordato come la Russia sia uno dei partner principali, “con cui i rapporti sono eccellenti. Vogliamo rilanciare la cooperazione commerciale e da questo punto di vista di grande rilevanza sono le 10 realtà locali che verranno visitate nella giornata di venerdì 2”.

“La Russia è l’undicesimo partner commerciale dell’Italia – ha ribadito il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Economico Ivan ScalfarottoNonostante le difficoltà internazionali, tra sanzioni inflitte alla Russia e la svalutazione del rublo, i rapporti a livello politico, diplomatico ed economico restano eccellenti: gli scambi ne hanno risentito perchè nei primi 9 mesi del 2016 siamo appena alla metà dei 21 miliardi registrati nel 2015. Ma l’attenzione verso il mercato russo non è venuta meno da parte delle imprese italiane che continuano a considerarlo uno sbocco importante. Le aziende italiane hanno una qualità molto apprezzata dai russi, la capacità di saper customizzare: non è una vendita e fuga ma vogliono creare una partnership di lunga durata. Le piccole e medie imprese rivestono un ruolo primario sia nell’economia italiana che in quella russa: l’occasione di scambio di idee e progetti può consolidare i rapporti tra i due Paesi”.

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