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Treviglio, il bar Rimembranza potrebbe riaprire: nella stessa struttura anche la polizia locale foto

Sono attualmente in corso i lavori di ristrutturazione dell'edificio settecentesco sede, un tempo, oltre che dell'ex bar, anche del tribunale

Potrà lo storico Caffè Rimembranze di piazza Insurrezione a Treviglio riaprire i battenti? Probabilmente sì. Sono attualmente in corso i lavori di ristrutturazione dell’edificio settecentesco sede, un tempo, oltre che dell’ex bar, anche del tribunale: l’opera, frutto di un progetto realizzato a tre mani dal Comune di Treviglio, dalla Sovrintendenza e dalla polizia locale (che proprio lì troverà la sua nuova sede) dal costo totale di circa un milione e 450mila euro, prevede la riqualificazione dei tre piani e il ricavo, al pian terreno, di due spazi commerciali di circa 100 metri quadrati ciascuno, uno dei quali prenderà il posto dello storico bar.

La facciata della struttura, i cui lavori verranno ultimati, probabilmente, entro la metà del prossimo anno, non subirà, trattandosi di un edificio storico e quindi soggetto al parere della Sovrintendenza, alcuna variazione evidente se non per quanto riguarda le fondazioni, ora oggetto di rinforzo.

Ed è proprio perseguendo questo principio che è stato scelto di mantenere l’insegna del “Caffè Rimembranze” indipendentemente, quindi, dal tipo di attività che succederà all’ex bar, le cui serrande sono abbassate da circa una decina di anni. Una decisione, quella di non rimuovere la scritta, più rassomigliante a un invito a ripristinare lo storico caffè che ha accompagnato le passeggiate di intere generazioni di trevigliesi.

Le origini di questo locale risalgono all’Ottocento, quando era meglio noto come Caffè dei Pugni e, successivamente, come Caffè Senato. Dopo la prima guerra mondiale prese il nome di Caffè Rimembranze dall’omonimo viale, dove su ogni pianta c’è un’intelaiatura con una targa che porta il nome di un soldato trevigliese caduto nella guerra del 1915-1918. Inizialmente era molto frequentato da avvocati e liberi professionisti che, per la vicinanza con la pretura, hanno continuato a frequentarlo fino alla sua chiusura.

Chissà, dunque, se chi si aggiudicherà la gestione del locale, sarà disposto a restituire alla comunità un pezzo di storia trevigliese alzando le saracinesche di quel caffè quasi secolare.

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