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Riccardo Muti a Bergamo: “Che paura sul palco del Donizetti 50 anni fa, ma anche stasera…” fotogallery video

Il maestro Riccardo Muti a Bergamo per inaugurare il Bergamo Opera Festival martedì sera al teatro Donizetti alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, viene insignito della medaglia d'oro del Comune nel corso di un Consiglio straordinario

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Il maestro Riccardo Muti a Bergamo per inaugurare il Donizetti Opera Festival martedì sera al teatro Donizetti alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, viene insignito della medaglia d’oro del Comune di Bergamo nel corso di un Consiglio straordinario.

Nel suo intervento davanti alla giunta guidata dal sindaco Giorgio Gori, all’assemblea consigliare, al vescovo Francesco Beschi, al direttore del festival Francesco Micheli, ai bambini della scuola Muzio, Riccardo Muti col suo fare colto e insieme “pop”, non solo ha ringraziato per il prestigioso riconoscimento, ma ha sottolineato l’importanza del compositore bergamasco, della musica italiana, della sinfonia (suonare e fare insieme).

“Che paura avevo su quel palco, cinquant’anni fa – ha spiegato col suo accento partenopeo – timore che non mi lascia nemmeno stasera. ma sono felice che ci sia il presidente della Repubblica Mattarella, gli devo dire alcune cose a difesa dell’italianità”.

Il maestro ha ricordato l’orgoglio di essere “uno studente formato alla scuola italiana, frutto di questo Paese”. Ha invitato i bambini a studiare musica e ha esortato gli insegnanti a non ridursi al solfeggio “la musica va spiegata in tutte le sue sfumature”.
Un discorso caldo, appassionato, che ha passato in rassegna il suo amore per Donizetti, in particolare per il Don Pasquale, opera che lo fece debuttare sul podio di Salisburgo.

Ecco la diretta della consegna:

IL DISCORSO DEL SINDACO GIORGIO GORI PER LA MEDAGLIA D’ORO AL MAESTRO RICCARDO MUTI

“Buongiorno a tutti. Un saluto a tutte le autorità, ai consiglieri comunali; un caloroso benvenuto al Maestro Riccardo Muti.

L’occasione di oggi è di quelle che restano nella storia di una città. Stamane il nostro Consiglio comunale, qui riunito in seduta straordinaria, conferisce al Maestro Riccardo Muti la medaglia d’oro della Città di Bergamo. Questa sera, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Maestro Muti dirigerà i giovani musicisti dell’Orchestra Cherubini, da lui fondata, in un concerto che lo riporta sul podio del Teatro Donizetti, dove 50 anni fa prese il via la sua meravigliosa carriera.

Tutto questo avviene nel giorno del Dies Natalis di Gaetano Donizetti, cui non soltanto sono intitolati il nostro Teatro e il nuovo Festival operistico che fa da cornice al concerto, ma a cui rimanda la motivazione dell’onorificenza civica che consegniamo oggi al Maestro Muti.
Bergamo conferisce la Medaglia d’Oro al Maestro Riccardo Muti per quanto ha fatto, nel corso della sua splendida carriera, per valorizzare e far apprezzare in tutto mondo la musica di Gaetano Donizetti, in questo modo onorando e portando lustro alla nostra città.

Cinquant’anni fa, esattamente il 27 novembre, una domenica pomeriggio, Riccardo Muti debuttava a Bergamo come direttore d’orchestra, nell’ambito di una breve tournée con l’orchestra Vit Nejedly, della Gioventù Musicale di Praga. Giovanissimo era anche lui, eppure già allora descritto come “uno che non ha paura a salire sul podio senza l’ausilio della partitura”.
Oggi noi lo riabbracciamo, e con riconoscenza onoriamo il suo straordinario percorso artistico, che lo ha condotto a dirigere le più prestigiose orchestre del mondo, nei teatri più importanti del mondo, insignito dei più alti riconoscimenti, sia a livello nazionale che internazionale.

Riconosciamo al Maestro Riccardo Muti d’aver svolto un ruolo fondamentale, durante tutta la sua carriera, per la tutela e l’esaltazione del repertorio italiano, noto e meno noto, assegnando uno spazio di grande rilievo proprio al nostro Donizetti.
Riconosciamo al Maestro Riccardo Muti anche l’intenzione costante e la capacità di educare al bello, attraverso quell’arte intangibile e purissima che è la musica, armonia che ci investe e che è in grado di migliorare le persone.

L’idea che fare musica è trasmettere, educare, lo ha portato anche a creare quell’esperienza unica che è l’Orchestra Sinfonica “Luigi Cherubini”, un’orchestra-laboratorio dedicata alla formazione dei giovani musicisti, capace di cogliere eccezionali risultati, se è vero che molti di loro siedono oggi negli migliori orchestre d’Europa.

La Città di Bergamo dà merito Riccardo Muti d’aver avuto attenzione particolare per le giovani generazioni anche attraverso l’Italian Opera Academy di Ravenna, con la quale il Maestro ha la possibilità di trasmettere ad altri – come ha raccontato – “ciò che ha avuto la fortuna di apprendere dall’incontro con grandi cantanti, grandi direttori d’orchestra e grandi solisti”.

Siamo altresì onorati di premiare il Maestro Muti per aver sempre creduto nell’importanza dell’incontro di culture, di sensibilità, di interpretazioni… in poche parole: nella musica d’insieme.
Questo vogliamo affermare oggi, riportandoci a quanto lui stesso ha più volte sottolineato, e riprendendo parole che furono di Arturo Toscanini, e che ancora ci appaiono estremamente attuali ed efficaci:

“Vivere in orchestra non significa solo suonare la propria parte, ma vivere in un contesto di socialità, perché l’orchestra è un’articolazione di vita sociale in miniatura. Non si può esprimere la propria individualità senza legami con quella di chi sta accanto in concordia: ci si arricchisce insieme per raggiungere l’Armonia. Formarsi vuol dire intendere la musica insieme ed è il fondamento della società: io riconosco in te l’altro e capisco chi sono grazie a te, e da questa accettazione nasce il concetto di bellezza e armonia che migliora il vivere sociale.”

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