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Gioielliere picchiato e rapinato: due arresti, uno all’aeroporto di Orio

Il gioielliere è rimasto segregato nel suo garage, finché non è riuscito a liberarsi dal nastro adesivo con cui gli avevano legato mani e piedi e a chiamare il 112

Avevano picchiato e torturato un gioielliere per ore per farsi dare le chiavi della cassaforte. Vittima un gioielliere bresciano di 70 anni, che aveva consegnato le chiavi a un conoscente di fiducia. Ma solo dopo averlo riempito di botte gli hanno creduto, passando al piano B: hanno asportato la cassaforte, del peso di circa 500 kg, l’hanno caricata sull’auto dell’anziano e poi sono fuggiti.

È successo a Brescia lo scorso 13 settembre. Un pomeriggio di terrore per il gioielliere, che era stato aggredito alle spalle mentre entrava nel garage di casa. Erano in tre e lo hanno spinto a terra, poi lo hanno legato con del nastro adesivo e gli hanno sfilato un Rolex dal polso, infine si sono fatti consegnare le chiavi di casa. Una volta entrati nell’appartamento hanno messo gli occhi sulla cassaforte, così sono nuovamente scesi nel box auto per chiedere con violenza le chiavi.

La svolta nelle indagini grazie ai rilievi della scientifica sulla vettura dell’uomo, ritrovata qualche giorno dopo, che hanno permesso di risalire a due degli autori del colpo, da circa 35 mila euro.

Settimane di appostamenti, fino agli arresti. Il più giovane dei rapinatori – un 23enne albanese clandestino e con precedenti per furto – è stato bloccato all’aeroporto Il Caravaggio di Orio al Serio mentre cercava di prendere un volo per la Germania: è stato rinchiuso nel carcere di Bergamo.

L’altro arresto in un bar di Rezzato: in manette è finito un 24enne albanese, anche lui clandestino e con alle spalle diverse condanne per rapina. Per lui si sono aperte le porte di Brescia.

Manca il terzo componente della banda e, forse, un quarto che ha fatto da palo: gli inquirenti sarebbero comunque sulle loro traccie.

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