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Lavoratori Tim in sciopero: martedì presidio alla sede di Bergamo

A Bergamo, più di 300 dipendenti sono in attesa di avere da parte dell’azienda notizie certe relative al piano industriale ed alla tenuta occupazionale, spiegano dal sindacato.

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I lavoratori di Tim protestano contro la disdetta unilaterale del contratto integrativo e il mancato rinnovo del contratto collettivo scaduto ormai da due anni. Martedì 29, alle 15, è in programma un presidio sotto la sede Telecom. Nello stesso giorno e in quello successivo, i lavoratori incroceranno le braccia. La mobilitazione è indetta unitariamente dalle federazioni provinciali di Scl Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

I dipendenti della Tim di Bergamo, come i colleghi di tutta Italia, sono in stato di agitazione contro il piano di riorganizzazione aziendale. In queste ore si stanno concludendo le assemblee indette dai sindacati in tutta la Lombardia per fare il punto sulla grave situazione.

A Bergamo, più di 300 dipendenti sono in attesa di avere da parte dell’azienda notizie certe relative al piano industriale ed alla tenuta occupazionale. Infatti, “nonostante incombano sull’azienda le ricadute delle decisioni che a brevissimo verranno prese da Agcom, che con ogni probabilità produrranno ingenti fuoriuscite di lavoro, e di conseguenza la messa in discussione del perimetro occupazionale, dall’azienda abbiamo ricevuto la disdetta dei contratti integrativi aziendali ed una serie di proposte su orario di lavoro, salario, diritti, controllo a distanza, demansionamento e altro, assolutamente inaccettabili e pertanto respinte al mittente”, dicono Terry Gattoni e Lorenzo Martinelli, per Fistel Cisl e Slc Cgil.

I sindacati orobici hanno deciso per martedì prossimo, 29 novembre, lo sciopero di 3 ore per tutti i lavoratori bergamaschi della Tim, con presidio di fronte alla sede di Campagnola, in via Zanica.

Lo sciopero sarà articolato per i lavoratori soggetti alla legge 146 (servizi pubblici essenziali): un’ora e mezza il 29 e un’ora e mezza il 30.

“Stiamo registrando da parte dei lavoratori fortissimi segnali di condivisione e di supporto alla posizione sindacale unitaria , come la straordinaria partecipazione registrata alle assemblee in tutti i territori e in tutti i settori oltre allo sciopero del 187 che ha visto un’adesione superiore al 95% – continuano i due sindacalisti -, segnale inequivocabile della piena consapevolezza dei lavoratori e delle lavoratrici che siamo di fronte ad un momento decisivo”.

Le ultime decisioni del Governo in merito al piano di assegnazione dei lavori per lo sviluppo della banda ultralarga potrebbero comportare il serio rischio della perdita di posti di lavoro per Bergamo e provincia nei settori operativi della rete e del customer care.

“L’impostazione aziendale va decisamente respinta – concludono Gattoni e Martinelli – e ci si deve mobilitare per imporre alla dirigenza un approccio totalmente diverso. È necessario partire dalla riorganizzazione e dalla difesa del lavoro, dalla valorizzazione delle persone e delle professionalità, abbandonando immediatamente la politica suicida del mero taglio dei costi fine a sé stesso che per ultimo si concluderà con l’erogazione di bonus e di buonuscite ai soliti noti . Ad un attacco così duro, senza precedenti nella storia di Tim, deve essere data una risposta altrettanto netta, compatta e straordinaria”.

Dopo gli scioperi territoriali, è già in programma una mobilitazione nazionale di 8 ore per il 13 dicembre.

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