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Abbonamenti-truffa a una rivista, conto prosciugato a un 50enne: 6 denunce

Sgominata una banda del “Call Center” che, con petulanza e frodi, riusciva a far effettuare degli abbonamenti ai più disparati servizi, tra cui gas, energia elettrica, telefoni, riviste, nonostante la contrarietà degli utenti, se non addirittura a loro insaputa

Sgominata una banda del “Call Center” che, con petulanza e frodi, riusciva a far effettuare degli abbonamenti ai più disparati servizi, tra cui gas, energia elettrica, telefoni, riviste, nonostante la contrarietà degli utenti, se non addirittura a loro insaputa.

In particolare il personale del Commissariato di Treviglio negli ultimi giorni, è riuscito a identificare e denunciare 6 persone, per l’ennesima truffa da loro architettata. Dopo aver chiamato da un Call Center, hanno convinto un 50enne residente nella Bassa Bergamasca, a effettuare un abbonamento a una rivista che tratta argomenti sulle Forze dell’Ordine. Convincendolo che i circa 100 euro di abbonamento annuale andavano a favore degli orfani delle stesse “Forze dell’Ordine” e che sarebbe nato un “rapporto di amicizia” in modo da “venirgli incontro” in caso di violazioni al Codice della Strada.

Successivamente hanno iniziato a giungere delle telefonate sul cellulare e sul telefono dell’abitazione, da parte di pseudo impiegati del call center, contestando il mancato rinnovo e invitando a fare un versamento del doppio per sanare il mancato invio della raccomandata.

Periodicamente giungevano quindi numerose telefonate da pseudo impiegati, poi finti dirigenti di forze dell’ordine e infine finti avvocati, che segnalavano, in un crescendo, sempre più irregolarità e violazioni di legge legate alle mancate revoche. Irregolarità che dovevano essere sanate con dei versamenti passati da 200, a 400 euro, poi da 4mila a 8mila euro, accompagnati in più occasioni di minacce di gravissime conseguenze penali, che intimorivano il cittadino.

Sostanzialmente nel giro di circa un anno sono stati accumulati bonifici bancari per circa 40mila euro. Solo quando il conto corrente è stato svuotato totalmente ed era arrivata dagli appartenenti al Call Center l’ennesima richiesta di ben 60mila euro per chiudere definitivamente la pratica, accompagnata da minacce di gravi conseguenze penali essendo pseudo appartenenti alle Forze dell’Ordine, il 50enne sempre più intimidito ha deciso di presentarsi al Commissariato per chiedere consiglio.

È stata quindi verbalizzata la denuncia con l’avvio delle indagini, che ha permesso di risalire a tutti i numeri di telefono, ai conti bancari, ai prelievi ed versamenti, identificando 6 persone, di cui tre italiani e tre stranieri, che ben coordinati tra di loro e con varie funzioni nell’ambito della truffa, erano riusciti a depredare tutto il patrimonio della vittima. Sono stati quindi denunciati all’Autorità Giudiziaria. Da quel momento non sono più giunte telefonate al 50enne.

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