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A Bologna vittoria per manifesta superiorità: questa Atalanta è un carroarmato

Sesto trionfo consecutivo, l'ottavo nelle ultime nove gare per i nerazzurri: sabato sera in casa della capolista Juventus provarci è un dovere

Questa Atalanta è un carroarmato: travolgente, entusiasmante, divertente. Un piacere vederla, una festa per i tifosi seguirla (erano ben millecinquecento anche a Bologna) e celebrarla poi in piazza, come merita.

I numeri, che a questo punto hanno dell’incredibile, servono a fotografare lo stato di grazia dei nerazzurri, ma evidentemente non bastano. Per capire bisogna proprio vedere all’opera “i nostri eroi”, visto che forse chi guarda la classifica resta incredulo o non si spiega del tutto come e perché l’Atalanta possa essere tanto in alto.

Sei vittorie consecutive ed è record come l’Atalanta di Colantuono, otto vittorie nelle ultime nove partite, i 28 punti che sono una marcia trionfale, da primato assoluto di punti alla fine della stagione. Ecco, appunto, alla fine: dove arriverà, una squadra così lanciata, nessuno lo può sapere e immaginare, ma in questo momento è in Europa e non deve porsi limiti. Ed è giusto che continui a giocare per il massimo traguardo possibile, chiamiamolo Europa per inquadrare la posizione dal secondo al quinto posto. Perché non provarci?

Certo, adesso il segreto è forse non rovinare la bellezza di questa squadra che fa parlare il mondo e che emoziona i suoi più grandi campioni, vedi il tweet di Stromberg per celebrare l’ultima vittoria: “Atalanta, sei una meraviglia”.

Gasperini stupisce ancora, lascia a casa una parte della vecchia guardia (Stendardo, Carmona, Pinilla), si porta in panchina due diciassettenni, Bastoni e Capone, resistono in panca i vecchi Raimondi e Migliaccio. Davanti l’inarrestabile Gomez, sempre più leader, capitano, uomo assist e trascinatore della squadra e con lui la rivelazione, quel Petagna che spacca le difese e protegge come pochi la propria squadra, quando gli avversari provano a ripartire.

Non segnano gli attaccanti? Ma ci pensano i difensori: con la Roma c’è Caldara, a Bologna si ripete Masiello. E poi Kurtic, un po’ in ombra con i giallorossi ma di nuovo protagonista con la squadra di Donadoni. Diciamo la verità: i rossoblù perdono per manifesta inferiorità contro un’Atalanta padrona del campo e del gioco in ogni istante della partita.

Con personalità da grande squadra. Cioè meno brillante che in altre occasioni, ma bisognerebbe intendersi anche su questo, visto che anche il Barcellona si prende qualche pausa, vi pare? Comunque sì, l’Atalanta concede meno allo spettacolo e però è di una concretezza disarmante e forse il salto a grande squadra sta proprio qui: col Sassuolo un primo tempo devastante, tre gol a zero. Contro la Roma una rimonta irresistibile. E a Bologna un gol per tempo, a scandire una superiorità indiscussa, sfiorata solo dalla traversa di Viviani. Ma bene per Sportiello, che rientrava al “Dall’Ara” e ha chiuso felicemente la porta, sorretto da una difesa che ha subìto solo due gol più di quella della Juve.

Ormai parlare dei singoli è quasi… imbarazzante, nel senso che diventa davvero difficile trovare il meno, piuttosto sono davvero tanti i più, i giocatori ad alto rendimento e gradimento. Da Caldara e Masiello che fanno muro e segnano anche (tre gol a testa) e presidiano l’area assieme a Zukanovic, a Conti che rientra dopo la squalifica con la Roma e rimette il turbo, facendo impazzire gli avversari sulla fascia destra, a Gagliardini che non finisce di stupire per la sicurezza e la personalità e peccato che la squalifica lo costringerà a saltare la trasferta sul campo della Juve. E poi l’instancabile Kessie e quel D’Alessandro che manda in tilt gli avversari quando entra in corso d’opera.

Atalanta forte di testa perché non si vincono per caso sei partite consecutive e non puoi volare e soprattutto restare in cima alla classifica se non hai la testa per farlo e anche le gambe, visto che la squadra di Gasperini arriva sempre prima degli avversari su tutti i palloni. La regola è quella e ogni volta gli avversari si devono inchinare.

Onore a Gasperini e ai suoi ragazzi e prepariamoci a un’altra settimana da emozioni forti, prima la Coppa Italia mercoledì col Pescara e sabato prossimo l’esame di laurea da grande, contro la capolista, sul suo campo. La prova più difficile, a Torino contro la Juve, ma questa Atalanta ci stupirà ancora.

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