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Ubi Banca, la consulenza voluta da Massiah per influire sull’assemblea

Secondo la Guardia di Finanza che ha seguito le indagini su Ubi Banca per la Procura della Repubblica di Bergamo, il consiglere delegato di Ubi Banca Victor Massiah sarebbe accusato di aver sottoscritto, con una società denominata Sodali, un contratto di consulenza del valore di 183.000 euro. Una cifra che sarebbe poi stata addebitta sui libri contabili di Ubi.

Ma si tratta di una consulenza che non rispondeva affatto all’interesse della banca – e di conseugue zaquindi di tutti i suoi azionisti – ma unicamente con il fine di accattivarsi il voto a favore della gestione. Consulenza nascosta alla Consob e a Bankitalia.

La consulenza, secondo quanto scrive l’Ansa, fu oggetto di una scrittura privata tra Massiah e un rappresentante della società di consulenza Sodali il 18 febbraio 2013, circa tre mesi prima dell’assemblea che rinnovò il consiglio di sorveglianza di Ubi, per il quale erano in corsa, oltre alla lista dei soci storici di cui lo stesso Massiah era espressione, altre due liste: quella guidata dal professore universitario Andrea Resti e quella dell’imprenditore Giorgio Jannone.

Massiah insieme a numerosi amministratori ed ex amministratori di Ubi è indagato per il reato di illecita influenza sull’assemblea e ostacolo all’attività di vigilanza.

“Sodali” annota il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, puntava alla “massimizzazione della partecipazione in assemblea dei soci sostenitori della ‘lista 1’ oltre che la raccolta del maggior numero possibile di deleghe“.

Sodali “ha dapprima operato una selezione dei soci che hanno supportato in passato il board di Ubi e successivamente ha fornito alle strutture bancarie elenchi di soci a cui rivolgersi per attivare una campagna di sensibilizzazione” a favore della lista 1. Quella voluta per dare continuità alla lista di Zanetti.

Che il gruppo dirigente bresciano-bergamasco di Ubi fosse assolutamente consapevole della criticità della consulenza, emerge anche dalle annotazioni che l’ex consigliere Italo Lucchini fece di un incontro, tenutosi il 3 ottobre 2013, con alcuni alti esponenti bergamaschi di Ubi, tra cui il presidente Moltrasio.

Le stesse Fiamme Gialle ricostruiscono anche come i vertici di Ubi ebbero un incontro informale con il presidente della Consob Giuseppe Vegas pochi giorni dopo l’invio, da parte dell’organo di vigilanza, di un atto di contestazione ad alcuni consiglieri della banca, che determinava l’avvio di un iter sanzionatorio.

L’incontro ci fu coordinato, era 13 maggio 2014, negli uffici della Consob a Milano. Per la banca parteciparono il presidente e il vicepresidente del consiglio di sorveglianza, Moltrasio e Mario Cera. L’appuntamento era stato fissato il giorno precedente, al termine di un evento culturale a Pavia con Vegas e Cera. Ne era informato anche il consigliere delegato Victor Massiah.

La procedura, ricordano gli investigatori, prevede che la banca può rispondere alle contestazioni con deduzioni scritte o chiedendo di essere sentita, ma che non sono contemplati “incontri preliminari e/o informali”.

L’iter si è poi concluso con l’irrogazione di sanzioni, anche se al valore minimo.

“E’ stato un incontro di routine, svoltosi alla presenza degli uffici, durante il quale non si è parlato del procedimento sanzionatorio in corso, di cui, peraltro, il presidente in quel momento non era a conoscenza”, ha commentato un portavoce della Consob.

Ma Giorgio Jannone, Presidente dell’ Associazione  Azionisti Ubi : “Dopo le ultime gravissime notizie i responsabili devono immediatamente trarre le  inevitabili conseguenze. Si sta mettendo, ora dopo ora, a repentaglio la credibilità ed il valore stesso di Ubi Banca”.

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