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Sei anni senza Yara Gambirasio: quel 26 novembre e i tanti misteri

Era il 26 novembre del 2010 quando la giovane ginnasta di Brembate Sopra salutò per l'ultima volta la mamma Maura prima di andare in palestra. La condanna di Bossetti non ha chiarito tutti i dubbi

Sei anni tra indagini e udienze non hanno dissipato tutti i dubbi sul brutale delitto della piccola Yara Gambirasio.

Era il 26 novembre del 2010 quando la tredicenne ginnasta di Brembate Sopra salutò per l’ultima volta la mamma Maura, prima di andare in palestra a portare uno stereo alla sua maestra. Venne ritrovata morta tre mesi dopo in un campo di Chignolo d’Isola, ferita con tagli alla gola, al torace, alla schiena e ai polsi, provocati da un oggetto contundete, e poi morta di stenti e di freddo intorno a mezzanotte.

Il processo contro l’unico imputato Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere 45enne di Mapello arrestato il 16 giugno 2014 dopo un lungo e complesso lavoro investigativo coordinato dal pubblico ministero Letizia Ruggeri, si è concluso lo scorso primo luglio con la condanna all’ergastolo da parte della Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja.

Ma anche dopo lunga e articolata trama processuale, restano molti interrogativi. Yara e il suo assassino, Bossetti secondo il verdetto processuale, si conoscevano già prima di quel 26 novembre? E in caso contrario, come è stata convinta la tredicenne a seguire il suo killer? E ancora, è possibile che ci siano altre persone coinvolte nel delitto? Infine l’arma con cui è stata uccisa non è mai stata ritrovata.

Dubbi che Bossetti non ha mai chiarito, anche perchè dalla prima all’ultima udienza si è sempre dichiarato innocente. A inchiodarlo una serie di indizi, dalle celle telefoniche alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Ma soprattutto la prova regina, quelle tracce di dna ritrovate su leggins e slip della vittima.

Proprio da quel dna partirà il processo d’appello in programma nelle prossime settimane al tribunale di Brescia, in cui il carpentiere di Mapello cercherà uno sconto della pena.

Commenti

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  1. Scritto da Matteo

    È una pagina triste della nostra citta!!speriamo che il colpevole sia quello in carcere….Ancora oggi nn è chiara tutta la storia.