BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Bologna-Atalanta, Beppe-gol Savoldi: “Dea, per sognare non servono calcoli”

Il bomber che con il Bologna è stato capocannoniere della serie A nella stagione 1972-'73 (17 gol) commenta la trasferta dei nerazzurri: "Gasperini se la giochi"

“Europa o Champions League? No, per me il sogno è andare in campo e giocare bene: i ragazzi di questa bellissima Atalanta devono solo pensare a quello senza fare calcoli. Altrimenti poi si rischia di cadere e i sogni svaniscono..”.

Parola di Beppe Savoldi, il bomber che con il Bologna è stato capocannoniere della serie A nella stagione 1972-73 (17 gol) e fu soprannominato Mister due miliardi quando il Napoli sborsò appunto la bella cifra (allora, nel 1975) di due miliardi per averlo dal Bologna, appunto. Una specie di Higuain di quarant’anni fa…

Anche Beppe-gol è (ovviamente) sorpreso dalla classifica di questa Atalanta che era partita in tutt’altro modo. Spiega: “Certo che la classifica è inaspettata. L’Atalanta aveva cambiato allenatore, anche qualche giocatore e c’era preoccupazione prima di cominciare e c’è stata anche nelle prime giornate, infatti all’inizio c’erano problemi. Tanto è vero che quando mesi fa i giornali mi avevano chiesto un parere, avevo lasciato in sospeso il giudizio su Gasperini, convinto che però era una scelta da portare avanti comunque. Così ha fatto la società ed è stata ripagata, evidentemente l’allenatore aveva previsto dei carichi di lavoro che i ragazzi all’inizio non sopportavano, poi però la squadra è uscita e abbiamo visto i risultati, le prestazioni. E la capacità di mettere sotto anche grosse squadre come la Roma, non solo sul piano fisico ma anche su quello tecnico. Quindi Gasperini ha lavorato bene e soprattutto ha avuto il grande merito di credere nei giovani”.

Un rischio calcolato, forse? Pensiamo alla partita col Napoli e a Caldara, Gagliardini, Conti, lo stesso Petagna tutti titolari…
“Mah insomma, calcolato, non avevano niente da perdere e proprio contro le squadre più forti era l’occasione giusta per mettere alla prova questi ragazzi. Ricordo” aggiunge Beppe-gol “che il problema quand’ero ragazzo affrontando le grandi era più psicologico, il rischio di essere condizionati dal grande nome che avevi davanti. Ma i ragazzi dell’Atalanta hanno superato bene più di un esame”.

E quindi?
“E allora l’Atalanta deve giocarsela in ogni partita, anche spavalda se vogliamo, a Bologna come sul campo della Juve. La classifica non ti dà problemi e la squadra deve sentirsi libera da condizionamenti, non bisogna pensare…vado o non vado in Europa, la mente deve essere libera e lasciate giocare questi ragazzi come stanno dimostrando di saper fare, anche contro le grandi”.

C’è qualche giocatore che ha impressionato in particolare Savoldi?
“Su tutti penso a Kessie, mi piace molto il suo modo sbarazzino di stare in campo, è forte fisicamente e tecnicamente e i ragazzi devono stare in campo così, liberi da pensieri troppo…pesanti”.

Ma il Bologna (per Savoldi la bellezza di 230 presenze e 96 gol in otto anni) come lo vede?
“Una squadra ben organizzata, soprattutto in difesa mi sembra sicura, non ha grandi giocatori ma Donadoni è stato bravo a dare equilibrio alla squadra. Però Destro da solo non può cambiarti la partita, ha bisogno di qualcuno che gli rifornisca i cross, è bravo ma non basta. Vedo meglio sicuramente Gomez, più decisivo…”

Che partita sarà allora?
“Io dico che l’Atalanta deve cercare di andare a fare risultato sempre. Intanto i ragazzi maturano, fanno esperienza, non carichiamoli di obiettivi pesanti, devono solo pensare a giocare bene”.

A proposito di ragazzi e di attaccanti: il giudizio di Savoldi su Petagna e Paloschi?
“Petagna no che non me l’aspettavo, ma come tutti i giovani di questa Atalanta. E’ stato una bella sorpresa, un ragazzo che ha personalità, con caratteristiche di prima punta che non si tira indietro. Mi viene in mene pensando al passato un po’ Vieri, più recentemente penso al miglior Borriello. Petagna non è un centravanti da area di rigore, si muove e lavora molto per la squadra, è un centravanti moderno. A noi, ai nostri tempi, chiedevano di fare gol e io stavo in area ad aspettare, facevo poco movimento. Invece Petagna si è immedesimato bene nel ruolo del centravanti moderno. Paloschi potrebbe rientrare come seconda punta, in qualche partita quando il risultato non si sblocca o perché manca qualcuno degli attaccanti, al momento non vedo altre possibilità per lui”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.