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Paolo Moretti e “l’insana passione” per i disegni di satira: vere opere d’arte video

Martedì 6 dicembre 2016 alle 18 in Sala Traini al Credito Bergamasco, Paolo Moretti presenta il volume “L'insana passione”.

È uno scrigno che si apre e raccoglie solamente 200 immagini dell’intera collezione di Paolo Moretti. Un volume che non è una raccolta o un catalogo, ma la sintesi de “L’Insana passione”.

Quanto insana è difficile dirlo. Forse è solo un gioco di parole che ben giustifica la passione, ossia il collezionare. Che non è raccogliere, ma scrutare, cogliere, selezionare e poi acquisire.

Una passione per i fogli di satira politica l’umorismo grafico che hanno spinto Paolo Moretti, bergamasco, classe 1947, già dirigente industriale e successivamente consulente di direzione di banche e società finanziarie, ad pubblicare questo volume in vista dei suoi settant’anni. Un regalo d’anticipo, si vorrebbe dire.

Fondo Paolo Moretti

Il colore giallo della copertina del volume – il colore della follia – è stato appositamente scelto con grande ironia. Le pagine dedicate agli scritti sono su carta oro, mentre per i disegni si è scelto un tipo di carta particolare. Per questo il volume è stato stampato a Venezia, città per l’editoria d’eccellenza e del finissimo grafico Emiliano Cibin, e rilegato a Treviso. Dettagli? Forse. Ma non per questo inutili.
Anzi, dimostrano una volta di più l’accuratezza della corposa collezione che conta circa 3200 volumi, 400 almanacchi e strenne, circa 60.000 fogli di giornale tratti da circa 4oo testate satiriche.

Fondo Paolo Moretti

“Dopo lunghe riflessioni mi sono deciso ad editare un libro dal titolo serio, ma non troppo, di L’insana passione – afferma Moretti -. Inizialmente ho deciso che cosa non doveva essere: né un catalogo e neppure un catalogo ragionato, tantomeno una tesi di laurea o una piccola storia della satira e della caricatura. Sono giunto alla conclusione che dovevo lasciare spazio alle immagini e ne ho scelto duecento che ritengo graficamente eleganti o curiose per i contenuti, di artisti di nazionalità diverse. Sono le duecento immagini che mi hanno intrigato o emozionato, nella consapevolezza che ogni scelta significava anche una piccola ma motivata rinuncia”.
Il prezioso volume si sviluppa attraverso un filo cronologico.

“La caricatura in senso moderno nasce nel Seicento in Italia con i fratelli Caracci, Annibale ed Agostino – racconta Moretti –. In alcuni loro ritratti le caratteristiche fisionomiche di un individuo, e in special modo i suoi difetti, venivano esasperati fino ad ottenere un effetto ridicolo”.

Ci sono i disegni inglesi del 1.700, secolo nel quale la Gran Bretagna diede il meglio di sì, per poi passare lo scettro alla Francia, terra di grandi riviste di satira. Paese dove dal 1870 c’è la valanga di disegni satirici.

“E dove troviamo persino autori come Picasso e Loutrec che si prestano a quest’arte – sottolinea Moretti – per rimarcare che la caricatura non è un’arte inferiore, anzi. Al centro della satira francesce c’è solitamente la politica estera”. C’è poi la satira che in tempo di guerra diventa propaganda. Ma tant’è, sempre d’arte si tratta.

Si arriva ai giorni nostri. E Moretti confida: “Se in Francia tutt’oggi c’è un pubblico per le riviste di satira, in Italia si può dire tranquillamente che il settore è un po’ come le indiane. Ci sono Staino, Ellekappa, Giannelli, Marinela Nardi. Benny traccia caricaturiste giovani e veramente di qualità. Forattini lo preferivo agli inizi: era più poetico. Anche se ha un grande merito che gli deve essere riconosciuto: ha aperto le pagine di satirica ai giovani”.

Ci si avvia alla fine. Moretti ci guida alla scoperta di Ardito, uno degli autori che ama di più tra i contemporanei: “Perché toglie, alleggerisce fino all’essenziale il disegno, ma restando tagliente nel tratto”.

Fondo Paolo Moretti

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