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La produzione snella batte quella tradizionale: il test degli studenti dell’Esperia

I ragazzi della 3a MB dell'Esperia hanno sperimentato l'assemblamento di bici da bambini: prima con il metodo tradizionale, poi seguendo le regole "lean", osservando una notevole differenza nei risultati finali.

Lean manifacturing batte Traditional production 2-0. Il confronto tra i due diversi modelli produttivi (quello lean, cioè snello, senza sprechi, e quello traditional, più convenzionale) è stato al centro della simulazione sperimentale di cui, giovedì mattina, sono stati protagonisti i ragazzi della 3a MB dell’Esperia. Durante il gioco di ruolo (Mattia Ronzoni ha fatto la parte del cliente, Gianluca Galizzi era responsabile dell’ufficio gestione ordini, Enrico Previtali era addetto alla produzione e altri 5 loro compagni svolgevano altre funzioni) proposto e gestito dallo staff di Sei Consulting (spin off dell’Università di Brescia) gli studenti si sono cimentati nell’assemblare bici da bambini.
Inizialmente, seguendo modalità consolidate e, successivamente, mettendo in pratica le regole lean. Risultato: 0 bici nel primo caso e  2 bici completate e consegnate, una terza quasi pronta e la quarta in avanzato stato di realizzazione, nel secondo.
Una differenza evidente, che ha portato i ragazzi a dire (quasi all’unisono) che durante questa “lezione” hanno appreso più di quanto facciano quando si insegnano loro cose teoriche.
“Un’esperienza coinvolgente – ha sottolineato Massimo Trebeschi, Lean manager di Sei Consulting – che ci ha permesso di condividere il nostro know-how con ragazzi che, fra qualche anno, inizieranno a lavorare”. Trebeschi, che con la collega Martina Guerini, è stato regista dell’originale lezione, ha aggiunto: “Nel loro non sapere, i ragazzi mi hanno positivamente impressionato per le domande che ci hanno fatto. Nemmeno nelle aziende che il nostro Lean tour ha finora toccato, ci era capitato di sentire interventi tanto arguti quanto pertinenti“. “Siamo soddisfatti che l’Esperia abbia accolto la nostra proposta e ci auguriamo di poterla replicare in altri Istituti”.
La cosa certa è che, dopo questa vera e propria ‘prima’ in una Scuola italiana (il Lean tour ha finora fatto tappa in due Pmi del Cremonese e una di Brescia), l’esperienza si ripeterà con altre due 3e classi del corso di Meccanica, tra gennaio e aprile 2017.
“Con questa iniziativa – ha concluso Flora Ravelli, responsabile area Alternanza dell’Esperia – proseguiamo l’iter avviato lo scorso anno con altre modalità e in partnership con altre realtà industriali del nostro territorio. E questa prima tappa bergamasca del Lean tour, s’inserisce molto bene nel Progetto Ecli (acronimo di Expert, Classroom, Laboratory e Individual) che il nostro Istituto ha messo a punto e varato per far avvicinare gli studenti alle più moderne modalità di apprendimento, con cui si confronteranno quando faranno ingresso nel mondo del lavoro“.

lean production

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