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La pittura tra tradizione e ricerca

A Seriate una mostra dedicata alla Bottega dei Grassi, al centro San Bartolomeo le opere di Lucia Innocenti.

A pochi giorni da Arte Fiera, che vedrà presenti a Bergamo un centinaio di gallerie da tutt’Italia, il panorama del contemporaneo negli spazi espositivi del territorio si concentra su proposte video, performance, conceptual e bodyart (“Traffic Gallery” e “Galgarte” per citarne alcune).

La pittura, “la cenerentola delle arti” come l’ha definita Trento Longaretti, non guida il trend ma tiene a riaffermare la propria presenza fondativa nel panorama delle arti visive. Così, nel segno della tradizione, ma anche delle sfide del linguaggio cromatico, due mostre si segnalano per portato simbolico e per intenzione estetica e culturale.

Al Centro San Bartolomeo di Bergamo prosegue fino a domenica 27 novembre l’esposizione di opere recenti di Lucia Innocenti, pittrice formatasi al magistero di Trento Longaretti verso la fine degli anni Settanta.

“Topografia dell’interiorità” è una rassegna a doppio binario: di forte impatto cromatico nella sezione opere ad olio, di fine equilibrio grafico nella sezione acquerelli. Lo spunto è introspettivo, quasi psicanalitico.

L’idea di soglia, materiale e tangibile, ma sfuggente nel colore, è suggerita dalla scorza di un frutto dalle mille simbologie, la melagrana, e dal congegno labirintico di un sistema di sicurezza, la serratura. Queste due uniche forme-icone giocano agli specchi, tra contenitore e contenuto, tra visibile e invisibile, tra accessibile e precluso, e subiscono imprevedibili metamorfosi nella luce dell’olio, così come nel ritmo onirico dell’acquerello.

Impossibile scindere il piano letterale dal piano allegorico. La pittura di Innocenti esplora gli eterni enigmi dell’esistenza (la vita, la morte, il dolore, “l’oltre”) attraverso oggetti umili, quotidiani, d’uso e consumo che hanno in sè la potenza della natura morta di antica memoria; ma lo sguardo è quello contemporaneo della serialità e della deriva astrattiva.

Serrature come trappole, come paesaggi, come silhouette umane o epifanie angeliche, melagrane come frutti proibiti, come memento mori, come gusci o meteore.

Una ricerca estetica ed esistenziale, quella di Innocenti, condotta con sensibilità coloristica e solido ritmo compositivo, nel solco di quella che è stata definita, per comune matrice, la “Scuola di Bergamo”.

Lucia Innocenti

Con la mostra di Seriate, “Grassi Emilio, Carla e Katia tra restauro e pittura” (Sala Virgilio Carbonari del palazzo comunale, fino al 3 dicembre) si celebra una “bottega” famigliare di artigianato pittorico e di ricerca tecnica e formale radicata nel territorio.

Il capostipite dell’attività artistica, Emilio Grassi, si è formato a inizio anni Settanta all’Accademia Carrara e alla Fantoni, per poi proseguire presso varie botteghe bergamasche, fino all’arrivo nel 1975 allo studio di Sandro Allegretti.

La rassegna documenta la passione per l’arte e il talento pittorico di Grassi, con un taglio specifico sulla sua specializzazione nel campo del recupero e restauro di affreschi e dipinti su tela, di stucchi e decori architettonici. Una professionalità cresciuta negli anni, a partire dai primi rilevanti cimenti a Teheran, come membro di un’équipe italiana dell’Unesco, fino a importanti interventi sul nostro territorio, come quelli sul polittico cinquecentesco di Piazzatorre intitolato a San Giacomo Maggiore o sull’apparato decorativo dell’antico Monastero dei Celestini a Bergamo. Alle pareti della sala Carbonari anche lavori di pittura realizzati da Grassi sui temi a lui cari della natura morta con frutta e con strumenti musicali e spartiti, legati al suo artista prediletto Evaristo Baschenis, in cui si respira la sapienza e la perizia di un mestiere condotto con gusto e sensibilità formale e luministica.

La mostra mette a fuoco inoltre le personalità e l’impegno artistico delle due figlie di Grassi, Carla e Katia, che hanno seguito le orme paterne formandosi in alcune botteghe di Bergamo e perfezionandosi a livello universitario e professionale nel recupero dei beni culturali.

Una bella storia di famiglia e di individualità di talento, che dell’ars pittorica -anche in termini di tutela del patrimonio d’arte italiano – hanno fatto una vera missione.

Orari centro San Bartolomeo: tutti i giorni 10-12, 16-19.
Orari della mostra a Seriate, palazzo del Comune: da mercoledì a sabato dalle 16 alle 19, domenica 10-12, 16-19.

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