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E’ nata l’«Italanta»: la Gazzetta celebra i sette nerazzurri in Nazionale

E’ nata l’«Italanta». Ha ribattezzato così, la Gazzetta dello Sport, la Nazionale composta da sette atalantini che fino a mercoledì 23 si è allenata a Coverciano agli ordini del ct Giampiero Ventura.

Sette chiamate che hanno di fatto voluto sottolineare lo splendido momento di forma che gli uomini di Gasperini stanno vivendo da un mese e mezzo a questa parte: sette vittorie e un pareggio nelle ultime otto partite, con i nerazzurri che sono volati dalla penultima alla quarta posizione a braccetto con la Lazio, appena dopo Juventus, Roma e Milan.

nazionale atalanta

La Rosea mercoledì ha dedicato un’intera pagina all’«Italanta». Ecco il servizio completo di Fabio Licari.

 

di Fabio Licari
Se la Nazionale sta nascendo dal blocco Juve-Milan, non c’è dubbio che Atalanta-Sassuolo sia la struttura portante dell’altra Italia di Ventura. Ancora senza nome, ma le starebbe benissimo «sperimentale» come quella di Bernardini incaricato della ricostruzione dopo Germania 74. Ventura, pressato dalle necessità, ha anticipato i tempi convocando i giovani in prima squadra (Belotti, Romagnoli, Zappacosta, Rugani, Benassi, Politano, Gagliardini, Cataldi) e lanciando questa sperimentale. Tra i 22 a Coverciano, età media sotto i 23 anni, ben 7 arrivano dall’Atalanta-rivelazione di Gasperini. Non c’è nessuno del Sassuolo solo perché in Europa League: altrimenti Pellegrini, Mazzitelli, Sensi, Berardi, Politano, Ricci sarebbero qui con la «meglio gioventù».

GIOVANI FENOMENI
Sette successi nelle ultime 8 partite; Inter, Napoli e Roma k.o.; quarto posto; e, dopo il Bologna domenica, scontro diretto con la Juve. L’Atalanta delle meraviglie è nata sul baratro della crisi, 3 punti nelle prime 5 gare, penultima in classifica. Il tecnico a rischio esonero ha deciso allora la svolta inserendo in blocco i giovani che più facilmente avrebbero seguito le sue indicazioni. Molti sono qui oggi: Sportiello, Caldara, Conti, Gagliardini, Grassi, D’Alessandro, Petagna e Sportiello (che in realtà è stato superato da Berisha, ma con i guantoni è un talento solo da recuperare). La lista potrebbe allungarsi considerando l’esterno Spinazzola, scuola Juve, sempre più promettente a destra.

ORIALI: «GASP SIA FELICE»
Gasperini non è felicissimo della fuga in massa: comprensibile, dovendo lavorare con continuità. Ma comprensibilissima è la risposta di Lele Oriali, team manager azzurro: «Dovrebbe essere contento che quei 7 siano qui, prova del grande lavoro suo e dell’Atalanta. Il campionato sta proponendo tanti giovani di grandi prospettive: Ventura li ha chiamati perché comincino a capire la nuova realtà e imparino come comportarsi dentro e fuori dal campo». Se «club e Lega meritano un ringraziamento per aver capito le esigenze» dello stage, è difficile che concedano l’anticipo del campionato al 13 agosto: «Sarebbe utile pensando alla Spagna il 2 settembre».

DUE VERSO L’AZZURRO
Chissà che allora alcuni atalantini siano inseriti in Nazionale A. Hanno più chance Mattia Caldara e Roberto Gagliardini. Il primo è il miglior giovane centrale del campionato, più abituato di Romagnoli e Rugani a lotta e responsabilità, autore di 3 gol, in un ruolo dove non c’è abbondanza. L’altro è una mezzala elegante e potente, 8 ma anche 10, progressione alla Gerrard e personalità non comune. Potrebbero essere utili Andrea Conti, laterale difensivo destro, e Marco D’Alessandro, esterno di entrambe le fasce (eccellente contro la Roma): tanta corsa, dribbling e cross. Nell’Under 21 sono Andrea Petagna, attaccante dal fisico notevole che partecipa alla manovra, e il mediano Alberto Grassi anche lui però, come Sportiello, meno impiegato da Gasperini. D’altra parte, da Scirea a Cabrini, Fanna, Vieri, Donadoni, Inzaghi, Prandelli, la lista di azzurri di scuola Atalanta è sempre stata lunga.

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