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Caro Gori, chiude per lavori il teatro Donizetti: sarà il colpo mortale sul centro di Bergamo?

Da settembre 2017 il Teatro Donizetti chiude per i lavori di ristrutturazione. Il Coordinamento dei Comitati e Associazione di quartiere di Bergamo chiede alla città come si pensa di tenere vivo il centro di Bergamo negli anni di chiusura del teatro e allarga lo sguardo sui molti edifici vuoti e senza nessuna funzione del centro.

Da settembre 2017 il Teatro Donizetti chiude per i lavori di ristrutturazione. Il Coordinamento dei Comitati e Associazione di quartiere di Bergamo chiede alla città come si pensa di tenere vivo il centro di Bergamo negli anni di chiusura del teatro e allarga lo sguardo sui molti edifici vuoti e senza nessuna funzione del centro.

Il prossimo anno, in occasione dei lavori di riqualificazione del Teatro Donizetti, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, che attualmente è ospitato in un’ala del teatro, dovrà trovare una nuova collocazione transitoria. Abbiamo letto sui giornali che l’ipotesi è quella di spostarlo nei locali del vicino Municipio Vecchio, attualmente usati dall’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti che occupa questa sede dal 1959, svolgendo un’intensa attività culturale che comprende da una parte la conservazione di un ricco patrimonio librario e di opere artistiche, carte geografiche e medaglie e dall’altra l’attivazione di un fitto calendario di iniziative di promozione e approfondimento culturale aperte al pubblico , sempre numeroso,
di cittadini interessati.

La storica istituzione verrebbe spostata in Città Alta, in parte nello spazio sopra il Fontanone (sua sede originaria, che ospiterebbe gli uffici perdendo quindi l’attuale vocazione espositiva) e in parte in locali dell’edificio in Via Arena, sede del museo donizettiano .

Davanti a questa ipotesi, sorgono alcune domande. “Non è davvero possibile trovare un altro spazio dove ospitare l’Assessorato alla Cultura, evitando di spostare altrove una delle poche attività che dimostrano di essere capaci di attirare flussi positivi nel nostro centro sempre più disabitato?

E ancora: “Come pensiamo che possano vivere piazza Cavour e le vie limitrofe durante il periodo – che durerà almeno un paio di anni – durante il quale saranno circondate da un cantiere e da edifici completamente disabitati a partire dalle prime ore pomeridiane?”.

Il problema della rivitalizzazione del Centro di Bergamo continua ad essere di grande attualità, trascinando con sé la questione della sicurezza che, ciclicamente, riemerge in seguito ai fatti di cronaca che tristemente, anche recentissimamente, accadono.
È un problema complesso, che senz’altro non può essere risolto soltanto con azioni di ordine pubblico, perché deriva in gran parte dagli usi e dalle funzioni degli spazi urbani: di certo, la presenza di una grande quantità di uffici (soprattutto quelli dislocati nei piani terra degli stabili) che chiudono nel pomeriggio e rimangono poi disabitati, è molto negativa per la sicurezza della città.

Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere, con la guida di Italia Nostra e insieme a Legambiente, negli ultimi mesi ha offerto alla città un percorso denso di ragionamenti su questi temi con il progetto “Visioni Possibili” (https://vimeo.com/161344941) all’interno del quale si evidenzia la proposta di partire proprio dal patrimonio di immobili pubblici presente in quantità cospicua nel centro cittadino, per attivare un processo virtuoso di rivitalizzazione, attuando “una radicale riorganizzazione degli spazi pubblico/amministrativi, finalizzata al miglioramento dei servizi erogati, alla riduzione dei costi conseguenti agli sprechi e alla liberazione di spazi da restituire ad usi vivi e socialmente utili”.

La domanda che continua a rimanere aperta è e che riproponiamo all’Amministrazione è: “si può pensare a un utilizzo più efficace ed efficiente degli immobili che già appartengono alla collettività e che attualmente sono polverizzati e dispersi in molte sedi staccate, restituendo almeno i piani terra ad attività vive e di utilità sociale, con l’obiettivo di riportare in centro fasce di popolazione e di attività espulse dai prezzi del libero mercato immobiliare?”

È un progetto difficile, ma necessario: richiede la collaborazione tra enti diversi (Comune, Provincia, Camera di Commercio…), richiede di ragionare con una visione di insieme e non frammentaria. Siamo convinti che senza questo progetto si perda una grande opportunità per governare nell’interesse pubblico il nostro centro, la sua qualità e la sua sicurezza.
Il momento della necessità di traslocare gli uffici dell’Assessorato è un’occasione per intraprendere questa strada o negarla. Auspichiamo che l’Amministrazione voglia imboccarla senza incertezze.

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