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Anche la Roma s’inchina a Bergamo: là in alto l’Atalanta non è un’intrusa

I nerazzurri sempre più ammazza-big: dopo Napoli e Inter al Comunale cadono anche i fortissimi giallorossi. E Spalletti fa i complimenti agli uomini di Gasperini: "Che grande squadra"

Signori, lo spettacolo è qui, l’Europa anche, a un punto solo dalla Champions League.

L’Atalanta è al settimo cielo, sette vittorie e un pareggio nelle ultime otto partite, nemmeno la Juve (e fra due settimane ci sarà la sfida in casa dei campioni d’Italia) è riuscita a fare tanto. Il Comunale ritorna il fortino inviolabile proprio come lo Stadium dei bianconeri, dove nessuno riesce a passare: a Bergamo cadono tutte le grandi, Napoli, Inter, ora la Roma.

Ed è tutto vero, anche e soprattutto per chi, alle 16 di domenica 20 novembre cioè dopo il primo tempo sotto di un gol, pensava che il “miracolo” Atalanta fosse finito o che si tornasse…sulla terra. Macchè. Ragazzi: continuate pure a sognare, perché magari non tutti saranno d’accordo che il calcio è lo spettacolo più bello del mondo, ma una partita entusiasmante come quella con la Roma come la volete giudicare?

Neanche un regista di thrilling sarebbe riuscito a pensare meglio questa sfida, con un crescendo appassionante e l’onda nerazzurra che travolge i giallorossi, servendo al 90′ il gol del sorpasso, verso il trionfo.

Chapeau. Che non sia più un’intrusa, l’Atalanta, là in cima alla classifica, lo certifica proprio il suo ultimo avversario, Spalletti. Ancora incredulo: “Eppure mi ero sbilanciato, ero convinto di venire a fare una grande partita perché stavamo bene e la Roma è una grande squadra. Come quella che si è trovata davanti oggi: complimenti a Gasperini, lui sa tirare fuori le qualità migliori da chi allena e i suoi ragazzi lo stanno ricambiando in maniera perfetta, con una fisicità che fa onore al lavoro dei nerazzurri”.

Crediamo che sia l’elogio più bello per la Dea della corsa.

Che non è però solo gambe e cuore e ce ne vogliono, ma tanto, per tenere certi ritmi. Ma è anche la testa che serve per ribaltare situazioni che sembravano impossibili o quasi. Perché non basta la voglia, per dimenticare un primo tempo di marca romanista e rovesciarlo con una ripresa da ritmi indiavolati, con quella fisicità che tanto ha impressionato Spalletti. Ci vuole la testa di un allenatore che fa le mosse giuste, prima speedy gonzales D’Alessandro (e chi avrebbe tolto Masiello, al suo posto?) e poi l’architetto Freuler, a dare più geometrie e aggressività a una squadra che dopo un buon avvio sembrava timorosa e costretta a subire la Roma.

Beh non solo: la svolta nerazzurra arriva da un Kessie devastante, come dice Gasperini “a un certo punto l’ho lasciato libero di attaccare e i risultati si sono visti”. Qualcuno poi ha ancora dubbi sul futuro di quel numero quattro già in Nazionale che giganteggia in mezzo al campo? Gagliardini sembrava ovunque, in difesa e poi a rubar palloni a centrocampo e a cercare di metterla dentro in attacco. O avete ancora qualche riserva sul rendimento di Caldara, che di petto, di spalla o come è necessario è lì anche questa volta, nell’area avversaria, dopo essersi svincolato dal controllo di Dzeko per andare a pareggiare il conto con i giallorossi.

Ma poi abbiamo sempre il Papu Gomez che ipnotizza gli avversari con le sue finte, prima li fa ammonire e poi quando li salta li costringe a stenderlo in area. Naturalmente qui, il freddissimo Kessie non deve nemmeno litigare con Paloschi per prendersi la responsabilità di calciare dal dischetto e segnare il quinto gol personale. E per una volta Kurtic deve cedere il posto di uomo-copertina a qualcun altro, ma è anche la forza di una squadra che ha tanti ragazzi (e soprattutto giovani) capaci di un rendimento ad alto livello. Grazie anche a un inesauribile Petagna e a Berisha, che nel primo tempo ha salvato un paio di volte la porta sulle incursioni dell’imprendibile Salah.

E adesso? Gasperini ammette: “Siamo forti, ma mica ci fermiamo”. Appunto, lasciateli e lasciateci divertire e applaudire una grande Atalanta.

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