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Rifiuti pericolosi in acciaierie: “L’autocertificazione ha fallito”

Legambiente interviene sugli arresti dei carabinieri del Ros a carico di di sei persone titolari di quattro società operanti nel settore della raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi: "Indispensabile la creazione di un protocollo preciso e rigoroso sulla certificazione dell'intera filiera dell'acciaio".

Dall’Assemblea regionale dei circoli di Legambiente emerge una decisa presa di posizione nei confronti della gestione del controllo del ciclo di produzione dell’acciaio. Gli arresti dei titolari di quattro società operanti nel settore della raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi, effettuati dai Carabinieri nei giorni scorsi tra le province di Bergamo e Brescia, hanno messo in luce l’inadeguatezza dell’attuale sistema di controllo.

“Nei territori delle provincie di Brescia e Bergamo si trova la più grande concentrazione di commercianti di rottami nel nord d’Italia. Tra altro il flusso di merci dai paesi comunitari dell’est Europa è costante e, ad oggi, del tutto incontrollato – dichiarano Giuseppe Ramera e Patrizio Dolcini per i circoli di Brescia e Bergamo di Legambiente – Ogni giorno varcano i confini italiani camion che trasportano materiali di scarto e destinati alla fusione, il cui contenuto è sottoposto solo ad autocertificazione. Riteniamo che sia indispensabile la creazione di un protocollo preciso e rigoroso, su modello per esempio di quello esistente in Germania, sulla certificazione dell’intera filiera dell’acciaio, affinché mai più possano manifestarsi casi di illecito nel conferimento agli inceneritori di scorie inquinanti, con la complicità degli addetti certificatori”.

A questo scopo l’associazione propone la costituzione di un tavolo di consultazione a cui possano aderire enti pubblici e privati, per la stesura di un regolamento che certifichi l’origine e il trattamento di materiali destinati alla produzione siderurgica, nell’interesse della tutela della salute dei territori e dei cittadini.

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