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La villetta del boss per un progetto sociale: i sindaci decidono il 25 novembre foto

I primi cittadini dell'Isola Bergamasca si riuniranno per discuterne l'indirizzo. L'idea emersa in passato era quella di trasformare la villetta in una comunità per donne in difficoltà

Un simbolo della lotta alla criminalità organizzata che sarà presto destinato a nuovo uso. Si tratta della villetta di via Martin Luther King 15 a Suisio, immobile per anni appartenuto a uno dei boss al vertice del clan di Franco Coco Trovato, tra i nomi più influenti della ‘ndrangheta in Lombardia, segnalatosi per diversi omicidi, capillari traffici di droga, vasti giri di usura ed estorsioni. Il bene è stato confiscato nel 1996 dopo essere stato sequestrato nell’ambito della storica operazione ‘Wall Street’, coordinata dal pm Armando Spadaro.

Una delle tracce più visibili del radicamento delle mafie a Bergamo che sarà presto riconsegnato alla collettività. Nel marzo 2015 Regione Lombardia ha assegnato un contributo di 109.500 euro per la ristrutturazione dell’immobile, che si estende su una superficie di circa 100 mq, e comprende anche un garage di 28 mq e uno spazio verde di circa 360 mq. “Entro la fine del mese si saprà qualcosa di certo sul suo futuro – commenta il sindaco di Suisio, Giuseppe Casali -. Il 25 novembre ci sarà un incontro con i sindaci dei 24 Comuni dell’Azienda Consortile dell’Isola Bergamasca e Val San Martino per indirizzare la scelta. Quel che è certo è che faremo della villetta un punto di riferimento per una sede di servizi sociali sovraccomunale, a disposizione di tutti i Comuni dell’Isola”.

L’idea emersa in passato era quella di trasformare la villetta in una comunità per donne in difficoltà.

villetta confiscata

Sabato 19 novembre si è nel frattempo conclusa “La settimana della memoria” organizzata da Libera, realtà antimafia fondata da Don Luigi Ciotti, in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Gaetano Giordano: il commerciante ucciso a Gela il 10 novembre 1992 per essersi rifiutato di pagare il pizzo, e oggi sepolto ad Almè.

il Presidio dell’Isola Bergamasca e della Valle Imagna di Libera ha organizzato una serie di incontri sul territorio volti alla sua commemorazione: “Le recenti inchieste dell’Antimafia che hanno coinvolto la nostra provincia mostrano ancora una volta quanto sia necessaria una presa di coscienza da parte di tutti – commenta Francesco Breviario, referente provinciale dell’associazione -. Quest’anno le iniziative hanno previsto una particolare attenzione ad alcuni dei beni confiscati esistenti sul nostro territorio, allo scopo di sottolinearne la provenienza e l’importanza. È l’inizio di un percorso di valorizzazione che si vuole estendere in prospettiva a tutti i beni. Accanto a questo aspetto, rimane centrale l’attenzione alla memoria delle vittime innocenti delle mafie”.

Sabato alle 11, sempre a Suisio, al capannone confiscato alla mafia di via fermi 69, attuale deposito degli autoveicoli dell’Unità 59 della Protezione Civile, è stata affissa la terza targa dopo quelle esposte il 5 novembre a Berbenno, fuori dalla casa famiglia di via Milano (bene sottratto a un usuraio e ora centro d’accoglienza per minori in difficoltà), e quella esposta il 12 novembre a Brembate Sopra, all’esterno dei garage di via Tolstoj, anche questi confiscati alla criminalità organizzati.

La giornata è proseguita alle 14 con i lavori di sistemazione del giardino della villetta di via Martin Luther King e si è conclusa alle 19.30 con la cena della legalità, a base dei prodotti tipici di Libera Terra: l’intero ricavato servirà a finanziare parte del progetto.

LE TARGHE DI ‘LIBERA’

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