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Sanga: “Basta Equitalia, ecco cosa cambia per chi deve pagare”

Giovanni Sanga, parlamentare bergamasco del Partito Democratico, relatore alla Camera del decreto fiscale della manovra finanziaria che, entro fine novembre, porterà alla nuova legge di bilancio dello Stato illustra a Bergamonews le novità introdotte.

La chiusura di Equitalia, la rottamazione delle cartelle con l’abolizione delle sanzioni e degli interessi di mora, una nuova rateizzazione che permette di alleggerire la propria posizione con il fisco, il superamento degli studi di settore e molte altre semplificazioni fiscali per rendere più facile la vita ai cittadini e alle imprese. Relatore alla Camera del Decreto fiscale approvato mercoledì 16 novembre è l’onorevole Giovanni Sanga, parlamentare del Pd.
“La prima novità è l’abolizione di Equitalia perché andiamo a creare un unico soggetto in grado di fare gli accertamenti e le sanzioni”.

Giovanni Sanga

Perché questa novità?
“Perché siamo per una collaborazione tra fisco e contribuenti, i cittadini non devono sentirsi vessati dal fisco, ma devono avere la consapevolezza di partecipare alle spese dello Stato come lo si è per le spese di gestione della propria famiglia. Così nasce un nuovo soggetto che ha un intento diverso da Equitalia, dal 1° luglio 2017 ci sarà Agenzia delle entrate riscossione”.

Come si è arrivati all’abolizione di Equitalia?
“Equitalia, che l’ha fatta Tremonti, è una società per azioni e si trova con un valore immenso di miliardi di crediti che non riesce a riscuotere. Quindi non può stare dentro la forma della società commerciale un’operazione di questa natura qui. Equitalia ha un carico totale di crediti pari a mille miliardi di euro, di questi il 20% è stato annullato dagli stessi creditori in quanto non si possono più riscuotere. Degli 841 miliardi di euro rimasti, oltre un terzo sono già debitori falliti, deceduti o nullatenenti. Ne restano 506 miliardi di euro di cui il 60% corrispondono a posizione che hanno già avuto azioni esecutive ma che non hanno dato risultati. Una società commerciale non può reggere questi numeri”.

Da qui la scelta di creare un nuovo soggetto?
“Sì, un soggetto per l’accertamento, la riscossione e la collaborazione tra cittadino e fisco. Equitalia viene così chiusa e si apre la stagione della rottamazione delle cartelle esattoriali”.

Di che cosa si tratta?
“Molti cittadini si trovano gravati da cartelle esattoriali con cifre spaventose. Se osserviamo bene però le cifre comprendono interessi di mora, spese e sanzioni. Da qui l’esigenza di dare la possibilità di saldare, entro il 2018, in una rata unica o in 5 rate, la cifra dovuta al fisco senza sanzioni e gli interessi di mora. In alcuni casi si tratta dell’abbattimento del 50% delle sanzioni”.

E chi sta già versando in rate ad Equitalia cosa può fare?
“Possono cambiare la rateizzazione anche coloro che stanno usando un piano di dilazione. Basta recarsi in un ufficio e presentare domanda entro il 31 marzo. Apriamo questa finestra di un anno e mezzo, tra il 2017 e il 2018, perché i cittadini che hanno cartelle esattoriali possano mettersi in regola con il fisco”.
Un quindicina di mesi per saldare tutto, anche in 5 rate. Ma non è troppo poco?
“La contestazione potrebbe essere valida, se non fosse che togliamo sanzioni e interessi di mora e così le cartelle esattoriali si alleggeriscono di molto”.

Tra le novità che contiene il decreto fiscale, una riguarda l’abolizione degli studi di settore.
“Vengono aboliti gli studi di settore che sono superati e arrivano gli indici di affidabilità che attiveranno meccanismi premiali limitando i controlli. Già per il 2017 le aziende avranno un sistema che le premia e le riconosciute come aziende affidabili. Tutto sta sempre nell’idea che il fisco non deve essere visto come oppressione, verifica, e quindi i soggetti che assolvono il loro dovere avranno un riconoscimento. Abbiamo puntato sulle semplificazioni e sulle facilitazioni che vanno incontro alle aziende”.

Ci può fare un esempio?
“Nel 2017 scatta lo scambio di informazioni con più di cento Paesi nel mondo grazie all’abbattimento del segreto bancario, saremo in rete con tutte le agenzie fiscali del pianeta. Per velocizzare i controlli è necessario un fisco telematico. Introdurre queste misure per il recupero dell’evasione comporta anche obblighi contabili ulteriori. Nella discussione in Parlamento abbiamo cercato di allungare i termini e ridurre le sanzioni considerando questo un anno sperimentale”.

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