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Referendum storico in Valseriana: domenica potrebbe nascere un nuovo Comune foto

Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo votano la maxi fusione che darebbe vita, nella primavera del 2017, al Comune più esteso della Valseriana: ai cittadini anche la scelta sulla nuova denominazione.

In circa 12 mesi si è passati dalla possibilità alla concretezza: quella di domenica 20 novembre potrebbe essere una data storica per la Valseriana e per la provincia di Bergamo, con i cittadini di Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo che si recheranno alle urne per decidere se assecondare o meno il progetto di fusione presentato dalle cinque amministrazioni comunali.

Un progetto al quale si è arrivati dopo circa due anni di colloqui fittissimi tra i sindaci Cinzia Locatelli, primo cittadino di Cerete, Matteo Oprandi, Fino del Monte, Angela Schiavi, Onore, Stefano Savoldelli, Rovetta, e Giuliano Covelli, Songavazzo: qualora alle urne prevalesse il “Sì” nascerebbe il Comune più esteso della Valseriana, con quasi 8.500 abitanti in 67,6 chilometri quadrati.

L’iter burocratico era partito a dicembre dello scorso anno con una lunga serie di incontri informativi con le parti sociali e con la cittadinanza prima e con l’approvazione del progetto da parte dei cinque consigli comunali poi: gli ultimi via libera, non senza qualche voce contraria, erano arrivati il 22 febbraio da Fino del Monte e Rovetta, fondamentali per recapitare poi l’istanza di fusione in Regione Lombardia.

Il Pirellone a quel punto ha analizzato la domanda e il 12 luglio ha dato il proprio benestare al referendum consultivo, fissato in un secondo momento per il 20 novembre: il problema maggiore era rappresentato dalla data del referendum costituzionale che non avrebbe potuto sovrapporsi.

Alle urne, aperte dalle 8 alle 21, i cittadini si troveranno di fronte due quesiti, il primo prettamente sulla fusione e il secondo sulla denominazione, così formulati: “Volete che i Comuni di Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo siano unificati?” e “Volete che il nuovo Comune sia denominato: Borghi Borlezza, Borghi Presolana, Larna, San Narno, Valborlezza, Valleggia?”.

Quali scenari si aprono dopo il voto?

In caso di vittoria del “No” non cambierebbe nulla, i cinque Comuni continuerebbero ad essere amministrati esattamente come oggi. Se a prevalere dovesse invece essere il “Sì” un commissario prefettizio coadiuvato dai cinque sindaci traghetterebbe le amministrazioni fino alla tornata elettorale dell’aprile-maggio 2017, quando verrebbe scelto il sindaco del nuovo Comune unico.

Contrapposta alla spinta verso il “Sì” delle cinque amministrazioni comunali, che hanno fatto del maggior peso politico, della semplificazione, del risparmio e della continuità territoriale i punti fermi della propria campagna, c’è stato il movimento del “No”, sostenuto principalmente dalle opposizioni che hanno da sempre sostenuto l’irreversibilità della scelta e come collaborazione e condivisione di servizi siano già l’obiettivo dell’Unione dei Comuni della Presolana.

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