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Jannone: “La magistratura mi dà ragione. Ora preparo una class action”

E' soddisfatto Giorgio Jannone, già azionista Ubi che per primo ha contestato quelle che ha definito irregolarità nella gestione della banca denunciandola.

È soddisfatto Giorgio Jannone, già azionista Ubi che per primo ha contestato quelle che ha definito irregolarità nella gestione della banca denunciandola poi col sostegno dell’Adusbef, l’associazione seguita dal senatore Elio Lanutti. E, dopo la chiusura delle indagini della Procura di Bergamo che ha messo sotto inchiesta 39 persone di cui gran parte amministratori e dirigenti in carica nel 2013, prima della trasformazione in Spa, commenta: “Dopo 4 anni di battaglie a tutela dei diritti di tutti gli azionisti di Ubi Banca, grazie all’incessante lavoro della Magistratura e della Guardia di Finanza, vediamo oggi riconosciute in toto le ragioni sostenute negli esposti che ho personalmente firmato”.

“Come abbiamo sempre affermato – prosegue l’ex deputato di Forza Italia – si è trattato della gestione delle nomine e di un’assemblea (quella del 20 aprile 2013) che la Magistratura ha definito ‘gestita in maniera del tutto irregolare’ e di operazioni al vaglio degli inquirenti, a dir poco censurabili di una tra le principali banche italiane”.

Jannone annuncia l’intenzione di agire “contro i responsabili e contro la Banca, coerentemente con il contenuto della decina di esposti che ho in questi anni personalmente formalizzato alla Guardia di Finanza, alle Procure interessate, alla Consob, alla Banca d’Italia, alla Banca Centrale Europea e alle altri Istituzioni di Vigilanza Italiane ed Europee”. In particolare dichiara che sta preparando una class action.

E conclude: “In questi anni ho subito attacchi di ogni tipo, a livello personale ed economico, ma sapevo di avere pienamente ragione. Oggi è il giorno della rivalsa, non mia, ma delle tantissime persone e aziende che hanno subito gestioni dinastiche e prepotenti delle banche”.

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