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Investire in America Latina, luci e ombre: ma si spera nel 2017 fotogallery

Il focus sul continente agli incontri di Confindustria Bergamo sull’internazionalizzazione. L’esperienza positiva di Radici Group.

Le terre promesse si fanno sempre più rare. Così anche l’America del Sud, pur restando nel complesso un mercato interessante, presenta la sua dose di luci e ombre. Ma proiettarsi fuori dai confini con prodotti o produzioni è, come si sa, ormai “obbligatorio” per piccole e grandi.

Per Radici Group l’America Latina rappresenta una consolidata fetta del business all’interno di un processo di internazionalizzazione dell’attività produttiva per seguire i clienti globali e per sviluppare al tempo stesso un mercato locale, come ha sottolineato Filippo Servalli, Responsabile Corporate Marketing Communication, intervenuto nella sede di Confindustria Bergamo nell’ambito del ciclo dedicato all’internazionalizzazione che propone in contemporanea approfondimenti tecnici, in questo caso sulle garanzie e la gestione del credito commerciale, e focus su aree specifiche con testimonianze aziendali.

“Ci siamo mossi in America Latina già nel 1996 – ha spiegato – ed oggi abbiamo due imprese in Brasile e una in Argentina, che danno lavoro complessivamente a 200 persone circa, con caratteristiche differenti ma pienamente integrate nel nostro business, anche se in Brasile c’è stata una transizione dall’acrilico al poliammide”.

Il calo dei consumi interni di fibra acrilica che dal 2010 si è registrato sul mercato brasiliano ha indotto alla focalizzazione sul core business delle fibre e i tecnopolimeri di nylon e sugli sviluppi di fibre speciali.

Il riposizionamento ha avuto successo e sta contribuendo a consolidare la presenza in un paese che, come volume d’affari del gruppo, si colloca dopo Italia, Germania e Stati Uniti.
Proprio la tecnologia ha permesso la nascita di innovativi tecnopolimeri di poliammide omologati antifiamma, impiegati per la realizzazione delle sedie in strutture sportive per i Mondiali 2014 e delle Olimpiadi 2016 ed è il volano anche per analoghe forniture in vista dei prossimi Mondiali di Calcio in Russia.

Complessivamente gli esperti si aspettano una ripresa nel 2017, ha sottolineato Paolo Ciancio, Ufficio International Business Development di Intesa Sanpaolo, che ha contribuito all’organizzazione del ciclo insieme con Banco Popolare, UBI Banca Popolare di Bergamo e Unicredit Banca.

Il primo semestre 2016 si è chiuso con una riduzione dei flussi verso l’America latina del 13,3%, con un calo quasi generalizzato. La Lombardia ha mostrato una dinamica di poco migliore rispetto a quella italiana, con un calo dell’export del 10,7%. Nel 2017 il Prodotto interno lordo dovrebbe però crescere complessivamente dell’1,6%, con il Brasile a +0,5% e l’Argentina a +2,7%. Trainanti meccanica, farmaceutica, elettrotecnica e chimica.

In prospettiva un cambiamento delle politiche commerciali in senso protezionista da parte della nuova Amministrazione USA potrebbe avrebbe effetti negativi su diverse economie, in particolare il Messico e la Colombia, con un settore manifatturiero molto esposto alla domanda dagli USA. “La politica dei dazi – ha spiegato Paolo Ciancio, ricordando che Intesa Sanpaolo Brasil è l’unica presenza operativa di un istituto di credito italiano in Brasile – penalizza le importazioni soprattutto di prodotti non esclusivi e favorisce l’apertura di sedi produttive. Occorre tenere presente che non si può pensare di creare una base in Argentina e farla diventare testa di ponte su tutto il continente, ogni paese ha bisogno di investimenti propri”.

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