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Cartelle Equitalia, le novità sulla rottamazione: se avete dubbi scrivete

Siamo al secondo appuntamento della nuova rubrica di Bergamonews dedicata a fare chiarezza, grazie agli interventi di esperti, su novità e su problemi economici e fiscali che incidono nella quotidianità dei cittadini, dei professionisti, dei piccoli imprenditori.

Siamo al secondo appuntamento della nuova rubrica di Bergamonews dedicata a fare chiarezza, grazie agli interventi di esperti, su novità e su problemi economici e fiscali che incidono nella quotidianità dei cittadini, dei professionisti, dei piccoli imprenditori. Se avete domande, mandatele a bergamonews@gmail.com o postate un commento: vi risponderanno persone competenti.

Oggi descrive opportunità e modalità legate alla “rottamazione” delle cartelle Equitalia Alessandro Bianchi, dottore commercialista e revisore legale.

La Legge di Stabilità 2017 ha previsto la possibilità di accedere alla rottamazione delle cartelle di Equitalia fruendo di un cospicuo sconto sull’importo da parte sia di persone fisiche che giuridiche.

Mediante apposito comunicato stampa, Equitalia ha dato notizia dell’approvazione del modello di istanza con cui il contribuente, entro il 23 gennaio 2017 (31 marzo 2017 secondo le modifiche introdotte alla Camera), potrà aderire alla rottamazione dei ruoli. Il modello con le relative istruzioni è disponibile al seguente link: http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/modulistica/Definizione-agevolata/index.html#

Per fruire della rottamazione è necessario che i ruoli o i debiti da accertamento esecutivo/avviso di addebito siano stati presi in carico dalla stessa Equitalia nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2015 (31 dicembre 2016 secondo le modifiche in arrivo). Inoltre, coloro i quali hanno dilazioni dei ruoli in corso, dovranno onorare le rate in scadenza dal 1°ottobre 2016 al 31 dicembre 2016.

I benefici consistono nello stralcio delle sanzioni amministrative e degli interessi di mora, inclusi nei ruoli relativi ai tributi (esempio IMU, TASI…), alle imposte (compresa l’IVA se non è riscossa all’importazione), ai contributi previdenziali e assistenziali eccezione fatta per le sanzioni derivanti da violazioni del Codice della Strada.

ATTENTI ALLE RATE

Il fisco sarà inflessibile sia con chi non pagherà le rate previste, sia con chi lo farà in modo ridotto o ritardato. In conseguenza di ciò sarà infatti annullata la “rottamazione” e torneranno in essere sanzioni ed interessi delle precedenti cartelle.

MODALITA’ DI PAGAMENTO

La rottamazione può essere parziale, quindi il contribuente, o meglio, il debitore, può decidere, in piena autonomia, quali ruoli/accertamenti esecutivi/avvisi di addebito di definire, non avendo rilevanza che i ruoli siano contenuti in unico atto, ad esempio nella medesima cartella.

Nel modello si devono indicare le modalità di pagamento dell’importo dovuto a titolo di definizione agevolata optando per:

– unica soluzione

– dilazionato, specificando il numero delle rate da 2 a 4 (fino a 5, secondo le modifiche in arrivo)

Sarà poi la stessa Equitalia ad effettuare i conteggi e a comunicare l’ammontare complessivo delle somme dovute, delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza. In ogni caso, le prime due rate saranno ciascuna di importo pari ad un terzo del dovuto e le ultime due ad un sesto. Sulle rate, inoltre, saranno calcolati gli interessi di dilazione, e le prime 3 rate dovranno essere comunque versate entro il 15 dicembre 2017 e l’ultima, la quarta, entro il 15 marzo 2018.

Il pagamento della cartella scontata potrà esser fatto con la domiciliazione sul conto corrente, oppure con i bollettini precompilati. Sarà possibile anche versare agli sportelli del concessionario della riscossione.

PER CHI HA PAGATO IN PARTE LA CARTELLA

I contribuenti che hanno già in parte pagato la cartella fiscale, magari attraverso il meccanismo della rateizzazione, potranno aderire alla definizione agevolata. In questo caso l’importo da pagare sarà quello del debito residuo sul capitale. Le sanzioni e gli interessi già pagati non si recupereranno. Per chi aderirà si bloccheranno le rate concordate: la revoca scatta con il primo pagamento della definizione agevolata.

RINUNCIA AI CONTENZIOSI

Per aderire il contribuente dovrà espressamente dichiarare di rinunciare ad eventuali procedimenti aperti davanti alle commissioni tributarie, vedendosi praticamente preclusa la possibilità di potare avanti le liti relative alle cartelle oggetto di “rottamazione”.

STOP ALLE GANASCE FISCALI

Dalla presentazione della richiesta di adesione alla definizione agevolata si fermano i tempi di prescrizione e decadenza ma anche quelli per le “azioni esecutive” del fisco, come le ganasce fiscali o il pignoramento.

Non si fermano però le operazioni già scattate.

 

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