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Professoressa sgozzata in casa: il dna sui guanti del killer resta ignoto fotogallery

Nessuno dei 70 profili genetici raccolti tra parenti e conoscenti della famiglia Tizzani corrisponderebbe a quello sui guanti ritrovati in un cespuglio insieme al coltello, sporchi del sangue della vittima e di un dna ignoto

Resta avvolto nel mistero il delitto di Gianna del Gaudio. Dai risultati preliminari dei militari del Ris di Parma, nessuno dei 70 profili genetici raccolti tra parenti, vicini di casa e conoscenti della famiglia Tizzani corrisponderebbe a quello sui guanti ritrovati in un cespuglio insieme al coltello, sporchi del sangue della vittima e di un dna ignoto.

Se gli esiti dovessero essere confermati, si tratterrebbe di un ulteriore punto di domanda nell’intricato caso dell’omicidio di dell’ex professoressa di 63 anni, uccisa con una coltellata al collo all’interno della propria villetta in piazza Madonna delle Nevi nella notte tra il 26 e il 27 agosto.

Lo scorso 6 ottobre un abitante di una villetta di via Presanella 10, che dista circa 500 metri da casa Tizzani, mentre stava potando la propria siepe, tra i rami aveva notato una busta della spesa con all’interno un coltello lungo circa 20 centimetri, un paio di guanti e alcuni resti di cibo. All’interno dei guanti furono rinvenute tracce di un dna maschile, misto a quello della vittima, di un soggetto ignoto ed estraneo ai familiari: il marito Antonio Tizzani, e i figli Mario e Paolo. Sulla lama erano state rilevate dai carabinieri tracce ematiche, in parte coperte dalla ruggine, appartenenti alla 63enne mentre il cibo risulta compatibile con quello ritrovato nella casa del delitto.

Le indagini proseguono senza escludere, a maggior ragione dopo questi sviluppi, la pista dello sconosciuto arrivato da fuori, come raccontato dall’unico indagato (a piede libero): il marito della vittima, l’ex ferroviere di 68 anni Antonio Tizzani.

L’uomo, difeso dall’avvocato Giovanna Agnelli, dal primo giorno continua a ribadire la propria versione dei fatti: dopo essere uscito a bagnare le piante, avrebbe ritrovato la moglie a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si sarebbe introdotto in casa e avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire proprio dopo averlo visto rientrare.

Una pista che comunque non ha mai trovato riscontri dalle testimonianze raccolte e dalle immagini di sorveglianza della zona, che non hanno ripreso nessuno fuggire dalla zona della villetta.

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