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Inchiesta Foppolo, sindaco e presidente di Brembo Ski nominano un legale fotogallery

Giuseppe Berera e Santo Cattaneo, come parte offesa nella vicenda, hanno nominato l'avvocato Enrico Pelillo. Ad un altro legale, Benedetto Maria Bonomo, si è invece rivolto il titolare della Graffer, Sergio Lima

A Foppolo è bufera, ma questa volta la neve non c’entra. Il sindaco Giuseppe Berera e quello di Valleve Santo Cattaneo, nonché presidente di Brembo Super Ski Srl, hanno deciso di nominare un legale come parte offesa: l’avvocato di Bergamo Enrico Pelillo. L’obiettivo è quello di tutelarsi, ma allo stesso tempo collaborare con la procura nell’indagine avviata per cercare di ricostruire da un lato quanto accaduto nella notte tra il 7 e l’8 luglio a Foppolo, quando le fiamme hanno divorato le seggiovie Quarta Baita e Montebello, e dall’altro il presunto intreccio che ci sarebbe dietro la gara d’appalto vinta dalla società bresciana Graffer Srl per l’installazione della cabinovia che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto sostituire gli impianti danneggiati.

Berera e Cattaneo confidano nel lavoro della procura e sperano in una soluzione della vicenda, fanno sapere attraverso l’avvocato Pelillo. La decisione di nominare il legale è maturata dopo il blitz che mercoledì 9 novembre ha visto carabinieri, guardia di finanza e il pubblico ministero Gianluigi Dettori piombare in Comune a Foppolo per un sopralluogo a sorpresa, sequestrando atti e delibere utili a comprendere meglio l’evoluzione del bando considerato sospetto. In quella circostanza erano stati interrogati dagli inquirenti il primo cittadino, il segretario comunale Saverio De Vuono, il direttore dell’ufficio tecnico e un paio di dipendenti. Altra documentazione era stata prelevata dalla biglietteria e dagli uffici di Brembo Ski, la società che gestisce gli impianti di risalita del triangolo Foppolo-Carona-Valleve e che sta vivendo un periodo tutt’altro che semplice tra bilanci in rosso e dipendenti non pagati che chiedono a gran voce la corresponsione degli stipendi in arretrato.

La scorsa settimana i militari avevano passato al setaccio anche alcune delle società apparentemente collegate alla Graffer e alla sua governance: in primis la Fenix Italia Srl, impresa dedita alla produzione di calzature e pantofole in cuoio che il 27 giugno scorso aveva versato 150mila euro di stipendi in arretrato ai dipendenti non pagati da Brembo Ski, scongiurando la vertenza di fallimento nei confronti della società pochi giorni prima dell’udienza.

Ad un altro legale, in questo caso Benedetto Maria Bonomo, si è invece rivolto Sergio Lima, 57 anni, ex maestro di sci e attuale proprietario della Graffer, la società di Lonato del Garda che si è aggiudicata la gara d’appalto. Bresciano e residente a Lugano, Lima è una vecchia conoscenza del Comune di Foppolo in quanto fondatore della Snowstar Spa, azienda in liquidazione che nel comprensorio sciistico dell’alta Valbrembana aveva già eseguito diversi lavori e che risulta tra i creditori di Brembo Ski per ingenti somme di denaro.

Si tratta della stessa azienda della quale era amministratrice Palmira Lorena Guerini: bresciana, 47enne di Sarezzo, fino a poco tempo prima amministratrice proprio della Fenix, società che si trova in via Corso Martiri della Libertà 3 a Brescia, dove ha sede anche lo studio Alloisio Morelli & associati, specializzato in consulenza tributaria e societaria che fa capo all’ex amministratore delegato della Graffer Riccardo Alloisio, che a sua volta ha ceduto a Lima la maggioranza delle quote.

Una presunta ragnatela di società e interessi sul quale la procura sta indagando, senza escludere un possibile collegamento all’altro grande filone dell’inchiesta: quello dell’incendio doloso occorso alle due seggiovie, e senza il quale il bando milionario non avrebbe avuto ragion d’essere. L’inchiesta, tuttavia, ad oggi risulta ancora a carico di ignoti.

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