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Il “Caffè amaro” di Agnello Hornby: “La storia più sensuale che abbia scritto”

Simonetta Agnello Hornby racconta a Bgnews il suo nuovo romanzo, "Caffè amaro", che presenta sabato 12 novembre alle 18 all'auditorium "Cuminetti" di Albino nell'ambito del festival letterario "Presente prossimo".

“È la storia più sensuale che abbia mai scritto”. Simonetta Agnello Hornby definisce così il suo nuovo romanzo, “Caffè amaro”, che presenta sabato 12 novembre alle 18 all’auditorium “Cuminetti” di Albino nell’ambito del festival letterario “Presente prossimo”.

La trama ha molti spunti: la protagonista, Maria, conosce l’amore sposando Pietro, un uomo ricco, affascinante e molto più grande di lei. Il matrimonio si rivelerà felice perché la ragazza scoprirà una libertà di vivere che non conosceva, ma ci sono anche dolori: i tradimenti e la passione per il gioco da parte del marito. In Maria cresce la consapevolezza di amare, da sempre, un altro, Giosuè, che fino ad allora ha considerato una sorta di fratello maggiore. Così, inizia una rovente storia d’amore che copre più di vent’anni di incontri clandestini in attesa di una nuova pace.

Per saperne di più, abbiamo intervistato l’autrice.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Volevo scrivere la storia della mia nonna materna che non ho mai conosciuto perché è morta quando avevo cinque mesi. Si parlava sempre di lei come una donna santa, brava, che cucinava meravigliosamente, faceva del bene a tutti ed era sempre saggia. Ricercando informazioni sulla sua vita, purtroppo, non sono riuscita a trovare materiale, così le attribuii una grande passione, un grande amante: mi sono sbizzarrita ed è nato questo libro. Al centro della trama c’è l’amore: è il libro più sensuale che io abbia mai scritto: ho creato una donna siciliana figlia di un avvocato socialista, che si innamora di un ebreo nel contesto del fascismo e delle leggi razziali. Ho dovuto cambiare tutto rispetto alla vita di mia nonna, componendo una storia forte: la protagonista è una donna che tradisce il marito senza senso di colpa e che continua in questo amore sentendosi nel giusto. Da questo punto di vista è una persona conformista e le ho fatto fare cose che non approvo molto.

Ad esempio?

Io sono piuttosto all’antica. Sono un avvocato divorzista e, svolgendo questa professione, ho conosciuto svariate storie ma, in linea di massima, i tradimenti non mi piacciono. In ogni caso, penso che al grande amore si perdona tanto: ad esempio, studiando la passione di Paolo e Francesca di Dante Alighieri non si può che rimanere meravigliati. Si tratta di un sentimento che nasce raramente, un amore potente, che si può solo accettare, anche se crea disastri e disagi.

Il suo libro è pervaso di passione…

Nel romanzo la passione prevale, ma Maria mantiene i suoi doveri di moglie e madre fino all’ultimo. Quando potrebbe finalmente avere una vita felice con il suo uomo , perché è diventata vedova, però, purtroppo muore.

Con la sua professione segue da vicino le donne: com’è la condizione femminile in Europa oggi?

Abbiamo compiuto tanti passi avanti, ora ne stiamo facendo alcuni indietro. La donna appare più bambolina. Lo si nota osservando la moda o le immagini delle attrici, ma anche nei drammi atroci di ragazze che si uccidono perché hanno fatto o permesso che facessero loro selfie inadatti e non reggono alla vergogna su internet. Sia gli uomini sia le donne hanno perso molto. Stiamo perdendo anche la maternità e la paternità, non ci riproduciamo più. È un desiderio di non sopravvivere che viene da una scontentezza ed è un grande dramma. Secondo me, questa situazione è dovuta a una decadenza della nostra cultura, della nostra civiltà. Siamo stati al comando del mondo occidentale 2.500 anni: sono tanti e siamo stanchi, confusi.

E lei ritiene che le donne abbiano delle responsabilità?

Penso di si. Abbiamo ceduto l’immagine della donna un po’ falsa, abbiamo cercato di emulare l’uomo. Invece siamo donne e dobbiamo chiedere i nostri diritti in quanto tali: ancora non li abbiamo tutti in Europa. Ci siamo isolate in una femminilità all’insegna dell’essere donne, dell’essere sexy e della chirurgia plastica per cercare di inseguire una gioventù eterna. In realtà, siamo noi stesse a non accettarci.

Nel tempo la situazione è migliorata oppure no?

Per certi aspetti è progredita, mentre per altri avrebbe potuto fare di più o è regredita. Parlando della legislazione del lavoro, le mamme hanno difficoltà perché non esistono asili dove si possano portare i bambini a tutte le ore e perché la società dà la responsabilità dei figli alle madri e non ai papà: anche se ci sono dei bravi padri, è sempre un problema delle donne. Inoltre, non siamo riusciti a far sì che la donna possa lavorare come un uomo e lo Stato lo riconosca.

La cronaca evidenzia anche un altro problema: il femminicidio e la violenza sulle donne.

Le morti in Europa, considerando nel complesso i casi di omicidio, non sono esagerate dal punto di vista numerico, anche se ritengo che non dovrebbe essercene nessuna. I casi di femminicidio, giustamente, ci colpiscono, ma c’è un altro fenomeno che è enorme: la sofferenza nelle relazioni, da parte delle donne e in alcuni casi anche degli uomini, in ogni tipo di rapporto, anche donna contro donna e uomo contro uomo. Dobbiamo rispettare gli esseri umani nei rapporti d’affetto e non cercare l’elemento potere: ci sono tante “morti interne”, magari meno visibili degli omicidi ma comunque dolorose. Sono vittime come quelle che vengono uccise, donne che si sentono morte e vivono un’esistenza di sofferenza, provando tantissimo dolore e dando un cattivo esempio ai figli e alle figlie. Inoltre, penso che servirebbe maggior supporto innanzitutto tra le donne: spesso ci si limita a dare consigli come lasciare il partner, mentre c’è bisogno di molto aiuto.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il prossimo futuro?

Al momento, sto partecipando a numerosi incontri per la presentazione del libro. Inoltre, vorrei dedicarmi maggiormente alla televisione: in modo particolare, mi interessa molto il cibo, parte della cultura e collante tra i popoli. Ad esempio, mi piacerebbe lavorare a un programma che metta in relazione e a confronto la cucina inglese e quella siciliana. Per i miei prossimi lavori letterari, vorrei scrivere dei viaggi, raccontando esperienze e paesi, ma anche dedicarmi a un altro ambito, narrare le storie dei miei clienti: glielo devo, mi sembra importante far sapere quanto valgono, anche se erano gente che altri avrebbero potuto criticare perché magari erano genitori drogati o non ottimi parenti.

 

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