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Evase dal carcere con la guardia sedotta: nessuna sanzione

Hassan Kiko, il siriano di 27 anni che lo scorso febbraio fuggì dalla prigione svizzera di Dietikon con l'aiuto di una secondina e poi catturato a Romano di Lombardia non può essere condannato per l'evasione: lo sostiene il tribunale competente che ha archiviato il procedimento

Hassan Kiko, il siriano di 27 anni che lo scorso febbraio fuggì dalla prigione svizzera di Dietikon con l’aiuto di una secondina e poi catturato a Romano di Lombardia non può essere condannato per l’evasione: lo sostiene il tribunale competente che ha archiviato il procedimento. La procura però non ci sta.

Nei confronti del 27enne – che il mese prossimo sarà processato in seconda istanza per l’accusa che lo aveva portato in carcere, ossia lo stupro di una ragazzina di 15 anni – la procura del distretto zurighese di Limmat/Albis chiedeva una condanna a 6 mesi da scontare per istigazione all’aiuto all’evasione.

Il relazione a questa accusa, il Tribunale distrettuale di Dietikon ha emanato alla fine di ottobre un decreto di abbandono. In base alla giurisprudenza del Tribunale federale, una simile “istigazione all’autofavoreggiamento” non rappresenta un reato punibile, scrive il tribunale in una nota odierna.

La procura distrettuale ha da parte sua già interposto ricorso perché “continua a credere che ci si trovi in presenza di una fattispecie penale”, secondo quanto ha detto all’ats un suo portavoce. Spetta ora al Tribunale cantonale decidere se l’uomo potrà essere giudicato anche per l’evasione.

Il 27enne, arrivato in Svizzera nel 2010 e già condannato per reati a sfondo sessuale, stava scontando una condanna a quattro anni inflittagli in prima istanza per abusi commessi su una minorenne fuori da un locale di Schlieren (ZH) nel dicembre 2014. L’uomo ha sempre sostenuto che si è trattato di un rapporto consenziente e ha fatto ricorso: il processo d’appello si tiene come detto in dicembre.

Nei confronti della “secondina innamorata”, la medesima procura aveva disposto lo scorso mese di luglio il rinvio a giudizio per favoreggiamento e aiuto all’evasione di detenuti. La donna comparirà in gennaio davanti al Tribunale distrettuale di Dietikon. La pubblica accusa chiede di condannarla a una pena detentiva di 27 mesi, di cui sette da scontare.

Il siriano era evaso nella notte fra l’8 e il 9 febbraio con l’aiuto della secondina 32enne che si era invaghita di lui. La coppia è fuggita in Italia e i Carabinieri hanno arrestato entrambi nelle prime ore del 25 marzo in un appartamento a Romano di Lombardia. La donna è stata estradata verso la Svizzera alla metà di aprile e rimessa in libertà dopo due settimane. L’uomo è stato estradato il 12 maggio.

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