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“Metrobus, piste ciclabili e auto elettriche” come ci sposteremo a Bergamo secondo Zenoni foto

Stefano Zenoni, assessore alla Mobilità del Comune di Bergamo, spiega come intende cambiare il modo di spostarsi dei cittadini in città.

Casco azzurro e bici pieghevole Bromton. Arriva così in redazione Stefano Zenoni, assessore alla Mobilità e alla pianificazione urbanistica del Comune di Bergamo. Sarà perché è consapevole di essere alla guida di un assessorato che raccoglie contestazioni – “dovute perché spesso vado a cambiare cattive abitudini” – è attento alle richieste dei cittadini, ma poi tira dritto per la sua strada. Una strada senza automobili, o se ci sono che siano elettriche, affiancate da piste ciclabili e marciapiedi sicuri.

È un incontro che ho atteso con pazienza perché – e glielo confesso – avendolo seguito in campagna elettorale quando illustrava una mobilità diversa per Bergamo, mi aspettavo cambiamenti più immediati. Per mesi invece Zenoni sembrava sparito. Svanito nel traffico? No, tutt’altro. Ha lavorato sotto traccia. Ed eccolo qui, che racconta con la competenza del tecnico ciò che sogna per Bergamo e che sta cercando di realizzare. (Guarda qui il suo blog)

Perché questo ritardo nel vedere i primi interventi del suo assessorato?
“È molto semplice, quando ci siamo insediati c’era un bilancio e un piano delle opere pubbliche che abbiamo ereditato dall’amministrazione Tentorio. Piano che non comprendeva gli interventi che noi avevamo pensato sulla città. C’è voluto un anno e mezzo per poter inserire i nuovi progetti, approvarli con le coperture finanziarie e quindi aprire i cantieri”.

Prima dei cantieri abbiamo visto i pannelli luminosi che indicavano i posti auto liberi nei parcheggi in struttura a Bergamo. E abbiamo scoperto che la città ha moltissimi posti liberi anche in pieno giorno.
“È vero. I pannelli luminosi sono stati installati per offrire un servizio immediato a chi entra in città e voleva sapere dove poter parcheggiare senza perdere tempo. Gli effetti secondari di questo servizio sono stati molto interessanti perché hanno mostrato che in molte ore del giorno a Bergamo ci sono circa mille posti auto vuoti nei parcheggi in struttura. Posti che si riempiono solo eccezionalmente nei giorni che precedono il Natale o per qualche evento straordinario sul Sentierone. Bisogna prendere atto che dall’inizio degli anni Novanta ad oggi Bergamo ha creato molti parcheggi in struttura. Oggi si contano circa 5mila posti auto in centro sui 7 mila disponibili che si vanno ad aggiungere ad altri 30mila posti auto che ci sono su strada”.

parcheggio metropark bergamo

Mille posti auto liberi al giorno nei parcheggi coperti sono moltissimi. Troppi? Forse è il costo che li rende inaccessibili?
“Alcuni di questi parcheggi sono convenzionati ed il Comune sta facendo la propria parte, dove possibile, per ridiscutere alcune condizioni”.

Ci può fare un esempio?
“Il parcheggio di via Paleocapa. Con la proprietà abbiamo ridiscusso il canone di affitto che prima era irrisorio, quasi nullo, e che oggi invece ammonta a 25 mila euro all’anno che entreranno nelle casse comunali. Oltre a nuove entrate abbiamo chiesto ed ottenuto l’installazione di colonnine elettriche per le auto e una stazione di bike sharing. Infine, abbiamo concordato un abbonamento mensile vantaggioso: con 27 euro al mese si potrà lasciare l’auto dalle 18 alle 9 di mattina e tutta la domenica”.

Su altri parcheggi avete ridiscusso la tariffa oraria?
“Su questo fronti il margine di discussione è più difficile. Rispetto a Milano dove la tariffa oraria è di 3-3,40 all’ora, Bergamo ha un massimo di 2,20/2,50 in piazza della Libertà, fino a 2 euro fuori dal centro per finire ad 1,40 alle autolinee. I posti auto in struttura ci sono, anche se poi si cerca sempre un parcheggio su strada”.

Nel capitolo parcheggi c’è il multipiano che si farà nell’ex faunistico in Città Alta. Dopo una lunga e travagliata vicenda, lei è l’assessore che rilancia questa opera. Perché? Che cosa l’ha spinta?
“Se fosse stato per me oggi come oggi avrei lavorato su un altro progetto. Avrei individuato un’area in città bassa, un parcheggio di connessione con un collegamento bus diretto. Le condizioni non ci hanno permesso di sciogliere accordi e convenzioni presi e così abbiamo lavorato per trarre i maggiori vantaggi per Città Alta”.

Che tipo di vantaggi?
“Liberare le mura e le piazze di Città Alta dalle automobili. Oggi i bergamaschi forse non se lo ricordano, ma piazza Mascheroni ha ripreso la sua dignità come spazio sociale urbano proprio perché senza auto. Contiamo di fare la stessa operazione per piazza Cittadella, piazza Angelini e una parte di piazza Mercato del fieno che sarà collegata con un ascensore al nuovo parcheggio multipiano”.

Sempre in tema di auto, ha messo mano al piano della sosta che non ha mancato di sollevare più di qualche protesta.
“Il nuovo piano della sosta ha generato sane discussioni e impopolarità. L’ultima volta che si è messo mano a questo tema era l’inizio degli anni Novanta quando fu creato il cosiddetto Piano Arcobaleno con i posti blu e i posti gialli. Alcune cose in quel piano erano state previste e poi non sono mai state applicate. Oggi l’elemento più spinoso per i residenti della città credo sia che il permesso di sosta in centro possa comprendere un’onerosità che è nell’ordine di 10 euro al mese. In molte città esiste da sempre, Bergamo è un’eccezione che non lo ha mai avuto. Ma questo ha generato nel tempo uno spread molto alto di permessi, permessi che hanno un costo che ricade sulla collettività. C’è da sottolineare, e che spesso si dimentica, che i fondi che saranno raccolti attraverso questo piano saranno reinvestiti per incentivare una mobilità alternativa”. (Leggi qui)

In campagna elettorale aveva illustrato un’ipotesi di metrobus. A che punto è quel progetto?
“Era un progetto che aveva un respiro di un mandato. È il piatto principale dei 5 anni di amministrazione e come tutte le cose complicate richiede un’analisi che non fosse soltanto politica. Ed è quello che abbiamo chiesto ad una società, la TPS di Perugia, che dalla primavera scorsa ha rilevato rilevando i flussi di traffico che abbiamo presentato a settembre. Il Metrobus è una linea urbana riconoscibile e distinguibile rispetto ad altre linee, che usi mezzi tendenzialmente elettrici e che intercetti il più possibile nel suo tracciato corsie preferenziali e percorsi dedicati. Era l’idea di far evolvere la linea della tramvia 3 che avrebbe dovuto attraversare Bergamo, un progetto difficilmente realizzabile dal punto di vista economico per l’importante impegno di spesa. Rispetto alla prima ipotesi che prevedeva un asse est ovest che collegasse l’area del nuovo ospedale fino a Redona attraversando il centro, e rispetto alle modifiche della viabilità che questo avrebbe comportato alla luce dei risultati che sono in chiaro scuro abbiamo deciso qualche mese fa di ridisegnare meglio questo percorso per servire più quartieri e zone più popolose. Entro fine anno dovremmo avere le idee più chiare e nel 2017 dovremmo iniziare a realizzare i primi interventi di attuazione di questo progetto”.

Che tipi di interventi?
“Penso all’acquisto di mezzi elettrici, all’infrastrutturazione e la predisposizione dei percorsi. E sono certo che dove verranno realizzare le corsie preferenziali non mancheranno discussioni”.

Cavalcavia di Boccaleone

Discussioni che non mancano sulla viabilità. Per esempio del cavalcavia di Boccaleone. Recentemente anche la Lega ha presentato un’interrogazione scritta.
“Siamo intervenuti perché c’erano più di sessanta incidenti stradali registrati dalla polizia locale nell’arco di pochi anni. Abbiamo messo in sicurezza l’attraversamento dei pedoni e della pista ciclabile su uno snodo che vede uniti due quartieri, ci sono due scuole. Dopo i primi accorgimenti per testare i tempi di attesa in coda della auto, che abbiamo in parte modificato, ora non resta che attendere sei mesi per raccogliere dei dati che siano validi ai fini statistici. Se c’è un problema sicurezza per i propri cittadini, l’amministrazione comunale è chiamata ad intervenire e a trovare soluzioni”.

Ci sono altre zone in cui siete intervenuti per mettere in sicurezza gli attraversamenti pedonali?
Sì, davanti alla Scuola d’arte Fantoni per esempio. In via Corridoni, in piazzale Loverini e a Boccaleone. Abbiamo messo in sicurezza molti attraversamenti pedonali dove sono stati registrati incidenti”.

Il problema del traffico in entrata in città è sempre all’ordine del giorno. Come pensate di intervenire sullo snodo di Pontesecco?
Dall’inizio del nostro mandato siamo intervenuti con la sincronizzazione semaforica che era stata persa e abbiamo sposato la fermata del bus in un tratto che ostruisse meno il flusso del traffico. Da diversi anni c’è il sistema dei birilli che sostanzialmente garantiscono un certo deflusso. Un intervento che è sostenuto economicamente dai Comuni di Bergamo e di Ponteranica, della Provincia e da qualche altro comune oltre che in parte dalla Comunità montana della Valle Brembana. Ora con Ponteranica stiamo lavorando ad un progetto light, che non toglie i birilli alla mattina, ma che prevede allargamento della carreggiata per avere una corsia in più sul flusso in uscita del traffico dalla città. Il tratto di strada che parte dal semaforo di via Biava salendo verso Ponteranica. Inoltre la Provincia di Bergamo sta valutando i costi di un intervento definitivo stimato in oltre tre milioni di euro, con l’abbattimento di alcuni edifici, che permetterebbe la creazione di quattro corsie, due in entrata e due in uscita dalla città. Certo è che la Provincia non ha questa somma e i Comuni di Bergamo e Ponteranica non possono accollare una spesa simile e si dovrà andare a bussare ad altre porte”.

Un progetto troppo costoso che non vedrà mai la sua realizzazione?
No. Non dico questo. Certo si deve lavorare per trovare i fondi necessari. Poi per risolvere completamente il problema del traffico su quell’asse, penso che la realizzazione della Teb 2 porterebbe molti benefici e alleggerirebbe il flusso del traffico su gomma”.

Auto elettriche

C’è una grande attenzione su una mobilità diversa. Rientra in questo quadro anche l’installazione di colonnine elettriche per la ricarica di auto?
“Sulle auto elettriche Bergamo era un po’ all’anno zero. Anche se è un mercato di nicchia non possiamo certo restare fermi o sempre rincorrere gli sviluppi di un settore. Abbiamo predisposto in collaborazione con l’assessorato all’ambiente e all’ingegner Chiesa questo piano che ha permesso di partecipare ad un bando regionale e di vincerlo. Grazie ai soldi del bando che serviranno a finanziare il 40% del nostro progetto realizzeremo nove postazioni, con 18 bocche, per la ricarica elettrica delle auto in Città Alta, in centro città e nei quartieri”.

Stefano Zenoni, vincitore del premio Tartaruga di Legambiente

Gori aveva come slogan politico il cambio di passo. Per lei è un cambio di…
Di pedalata. Anche sul fronte delle poste ciclabili stiamo lavorando per completare alcune tratti e percorsi. Penso a via King che collegherà l’ospedale, al tratto che collegherà Seriate passando dalla Fiera fino a Boccaleone che poi si ricongiungerà con un altro tratto cittadino che intendiamo realizzare e che passerà da via Taramelli e via Galiccioli fino a Porta Nuova”.

Niente pista ciclabile lungo viale Papa Giovanni XXIII?
“No. Abbiamo preferito
un’alternativa più sicura e meno trafficata del viale. Il mio grande sogno rimane una rete di piste ciclabili. Bergamo non sarà mai Copenaghen, ma vorrei poter collegare con piste ciclabili sicure i quartieri esterni con il centro città”.

Concludendo, il suo assessorato è chiamato a scelte impopolari. Come affronta le critiche? È pentito del ruolo che si è ritagliato in giunta?
“L’unico rammarico che ho è che ho un’altra delega come assessore alla pianificazione territoriale. Un settore che sento molto mio per formazione professionale. Che fosse difficile fare l’assessore alla mobilità lo immaginavo. È complicato spiegare alcune scelte che spesso sono impopolari, ma che guardano ad un orizzonte più lontano. Non sono per niente pentito. Certo è molto impegnativo e a volte logorante. Sono consapevole di lavorare con le abitudini delle persone, spesso con quelle più cattive come usare l’auto per qualsiasi spostamento in città. Mi sono dato un orizzonte più ampio: cambiare una mentalità sulla mobilità. Una sfida senza dubbio difficile, proprio per questo più affascinante”.

Commenti

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  1. Scritto da Andy baumwolle

    Assessore prima di tutto date accesso alle biciclette e ai cani alla funicolare di città alta
    Oggi sappia che è vietato e la cosa ha dell’ incredibile visto che invece sulla funicolare di San Virgilio e’ invece possibile portarsi la bici
    Lei capirà che non siamo tutti Gimondi e arrivare in città alta col velocipede non è da tutti
    Eviteremmo molte automobili inutili
    Quella dei cani di grossa taglia anche dotati di museruola poi è tutta da ridere
    Come vede soluzioni a costo zero