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Foppolo, incendio doloso e turbativa d’asta: il doppio filone dell’inchiesta fotogallery

La procura sta cercando di svelare da un lato quanto accaduto nella notte tra il 7 e l'8 luglio, quando sono bruciate le seggiovie Quarta Baita e Montebello; e dall'altro il presunto intreccio riguardante la gara d'appalto vinta dalla Graffer Srl per l'installazione della cabinovia

Incendio doloso e turbativa d’asta. Sono questi i filoni dell’inchiesta che la procura di Bergamo sta portando avanti per cercare di svelare da un lato quanto accaduto nella notte tra il 7 e l’8 luglio a Foppolo, quando le fiamme hanno divorato le seggiovie Quarta Baita e Montebello, e dall’altro il presunto intreccio che ci sarebbe dietro la gara d’appalto vinta dalla società bresciana Graffer Srl per l’installazione della cabinovia. Le indagini, ad oggi, sono a carico di ignoti.

Nella mattinata di mercoledì 9 novembre i carabinieri, la guardia di finanza e il pubblico ministero Gianluigi Dettori si sono recati in Comune a Foppolo per un sopralluogo a sorpresa, sequestrando atti e delibere utili a comprendere meglio l’evoluzione del bando. Sono stati interrogati dagli inquirenti il sindaco di Foppolo Giuseppe Berera, il segretario comunale, il direttore dell’ufficio tecnico e un paio di dipendenti. Altra documentazione è stata prelevata dalla biglietteria e dagli uffici della Brembo Super Ski Srl, la società che gestisce gli impianti di risalita del triangolo Foppolo, Carona e Valleve, che sta vivendo un periodo tutt’altro che semplice tra bilanci in rosso e dipendenti che reclamano gli stipendi non pagati. Le operazioni, iniziate alle 9, sono andate avanti fino alle 15. Nei giorni scorsi i militari avevano fatto visita anche ad alcune delle società apparentemente collegate alla Graffer e alla sua governance.

IL ROGO –  Il sostituto procuratore di Bergamo Gianluigi Dettori aveva già aperto un fascicolo contro ignoti e disposto il sequestro degli impianti dopo l’incendio dello scorso luglio. Sui luoghi dell’attentato erano stati trovati liquidi infiammabili, gasolio, fiammiferi, carta e tutto l’armamentario utile ad appiccare il rogo, oltre ai segni del passaggio di una motocicletta. I sigilli alle stazioni di arrivo e partenza della seggiovia danneggiata erano stati poi rimossi lo scorso 21 ottobre. A tal proposito, ulteriori sviluppi potrebbero giungere nel corso delle prossime settimane, quando sono attesi i risultati delle analisi dei RIS di Parma.

IL BANDO – L’incendio aveva dato il là ad una vera e propria corsa contro il tempo per reperire i fondi necessari all’installazione della cabinovia che, almeno nei piani iniziali, avrebbe dovuto sostituire le seggiovie danneggiate in vista della stagione invernale. Costo delle operazioni: 5 milioni e 187 mila euro senza l’Iva (2 milioni e mezzo derivanti dal prestito a tasso agevolato di Finlombarda; altri 2 da privati; 750mila euro a fondo perduto dal Bim e 600mila dalla convenzione regionale stipulata nel 2012).

Mercoledì 31 agosto le buste avevano svelato il nome dell’azienda che si era aggiudicata il bando di negoziato indetto il giorno 22 dello stesso mese dal Comune di Foppolo: ovvero la Graffer di Lonato del Garda, unica società a presentarsi e che aveva già realizzato il progetto. Le altre avevano preferito declinare l’invito, non presentando alcuna offerta.

“L’apertura delle buste a seguito della procedura messa in atto da Anac (autorità nazionale anticorruzione) tramite il controllo della piattaforma telematica Sintel (adottata della Regione Lombardia) che consente, in contemporanea rispetto alla presentazione delle offerte al Comune, di registrare e monitorare tramite web la documentazione cartacea per evitare difformità o anomalie, garantendo la trasparenza totale, è stata portata a termine e l’aggiudicazione del lavoro può essere sancita. La nuova procedura di affidamento dei lavori ha consentito di portare a termine la gara con una notevole accelerazione dei tempi di assegnazione e con garanzia di trasparenza”, scriveva il Comune di Foppolo in un comunicato.

Fondata nel 1935 a Gardolo in Trentino Alto Adige, la Graffer è un marchio storico del settore. Un passato glorioso che l’ha resa il simbolo degli impianti di risalita trentini degli anni d’oro. Dalle tante vette raggiunte, però, scivola nel 2011, quando viene dichiarata fallita dal tribunale di Trento in seguito a una burrascosa vicenda giudiziaria. L’azienda passa poi nelle mani del bresciano Riccardo Alloisio, mentre un’altra figura di spicco è quella di Sergio Lima, anch’esso bresciano e residente a Lugano, in Svizzera, nonché attuale amministratore. Una vecchia conoscenza del Comune di Foppolo e di Brembo Ski in quanto fondatore della Snowstar Spa, azienda in liquidazione che nel comprensorio sciistico dell’alta Valbrembana aveva già eseguito diversi lavori. Si tratta della stessa azienda della quale era amministratrice Palmira Lorena Guerini: bresciana, di Sarezzo, fino a poco tempo prima amministratrice unica della Fenix Italia Srl (incarico che ha iniziato a rivestire dal 20 giugno 2016); ovvero l’impresa dedita alla produzione di calzature e pantofole in cuoio che il 27 giugno (due giorni prima dell’udienza in programma il 29 dello stesso mese) aveva versato 150mila euro di stipendi arretrati ai dipendenti non pagati da Brembo Ski, scongiurando la richiesta di fallimento nei confronti della società. La stessa persona che vantava anche una quota di partecipazione nella società di scopo Foppolo Teleriscaldamento. Altra coincidenza: in via Corso Martiri della Libertà 3 a Brescia hanno sede sia la Fenix Italia che lo studio Alloisio Morelli & associati: lo studio specializzato in consulenza tributaria e societaria dell’ex amministratore delegato della Graffer. Un intreccio tutto bresciano, dunque, sul quale gli inquirenti stanno cercando di fare luce.

I LAVORI –  Gli inquirenti, almeno per il momento, non hanno alcuna intenzione di sequestrare i cantieri. Proseguono dunque i lavori alle seggiovie danneggiate dopo il dissequestro disposto dal pm: i fondi arriveranno dalla società di assicurazione e l’obiettivo è quello di essere operativi entro l’8 dicembre, giorno di Sant’Ambrogio. Nel frattempo, vanno avanti anche i lavori per la realizzazione della cabinovia. L’incognita più grande è data dalle condizioni del meteo, che potrebbero rendere difficoltosa la salita dei mezzi pesanti.

Sopralluogo a Foppolo

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